Semplicemente perfetti

27.02.2016 08:00 di  Redazione Tuttocesena   vedi letture
Fonte: Gian Piero Travini
Semplicemente perfetti
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Le "pagellazze" di Cesena-Cagliari 2-0 di Gian Piero Travini per VedoBianco/VedoNero su vedobiancovedonero.wordpress.com

GOMIS 8 Immenso. È il migliore in campo perché para un rigore ben calciato e angolato in un momento in cui la partita poteva cambiare completamente. È il primo uomo a sistemarsi in campo, è l’ultimo a lasciarlo ed è quello da cui parte tutto. PERFETTO

FONTANESI 6,5 Debutto con pochi tentennamenti, con una gran fotta di sovrapporsi a Ciano – e conseguenti cedimenti soprattutto quando Joao Pedro non ne può più di Sensi e prova a spostarsi in fascia – e una maniacale attenzione alla marcatura. Ci teneva a far bene e non ha mancato l’appuntamento. PRIMO GIORNO DI SCUOLA (Dall’88′ FALASCO SV)

CALDARA 6 Al rientro ha qualche incertezza, dovuta anche al posizionamento di Magnusson accanto a lui… c’è poca sinergia tra i due e rischiano di mettersi fuorigioco l’uno con l’altro ma la partita finisce a reti inviolate. IN PUNTA DI PIEDI

MAGNUSSON 6 Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh. Dai, non era fallo da rigore, ma si è fatto girare dietro la schiena e comunque è sempre in ritardo nel coordinarsi con Caldara. Con un Cagliari assolutamente nullo, nel secondo tempo ha pure occasione di crescere e riscattarsi con buonissime spazzate. FACCIAMO FINTA CHE SIA UN SEI…

RENZETTI 8 Lui è così: fa due-tre partite incredibili in una stagione. Partite dove ogni cross che mette è pericoloso, ogni pallone portato su diventa occasione per far guizzare il cuore in bocca, ogni passaggio fatto è qualcosa di irripetibile. Il ‘Renzo’ è talmente splendido stasera che se ha guardato un paio di figacce sugli spalti, fra nove mesi partoriranno terzini: non a caso gli inservienti dovranno fare lavoro doppio stasera perché in tante e in tanti si sono bagnate/i. JOHN HOLMES

KONE 7 Se col Livorno gli era andata di rapina col gol, mascherando una prestazione per metà inguardabile, questa volta non c’è retrolettura che tenga: pedone sistemato perfettamente nella scacchiera da Drago come interditore di richiamo, lasciando fascia allo scatenato Fontanesi e a Ciano in versione portatore d’acqua, protegge, ovunque, manco fosse ’na canzone di Vinicio Capossela. E quando l’azione si sposta in avanti, imita alla perfezione gli inserimenti continui in area dalla fascia centrale. CASCIONE

SENSI 7 Come. Cancellare. Joao Pedro. Come recuperare palloni, come cambiar campo con un lancio anche senza guardare. Come rubare un gol a Kone. Come costringere il Cagliari a caricarsi di falli. Come obbligare i detrattori a fare i salti mortali ad ogni partita per dire che c’è di meglio di lui in panchina. No, non c’è nessuno meglio di lui, nel suo ruolo. In un altro ruolo, forse… ma quelli sono problemi di chi lo fa giocare, non suoi. Questo è di un altro pianeta. Se ne ha voglia… ed è vero che la voglia gli viene quasi esclusivamente quando le cose girano bene. DIAMANTE SCAZZATO
KESSIE 7 Questo è pure capace di fare la mezzala. Nel senso: non si può guardare così in avanti e non potrà mai far gol, ma riesce comunque ad essere utile. E a spostare il baricentro verso l’alto. In fase di press sulla costruzione di gioco cagliaritano è devastante e pare essere tornato quello di inizio campionato, inafferrabile e imbloccabile: provare a portare via il pallone a lui è come provare a togliere il seggio parlamentare a Pierferdinando Casini. ONOREVOLE

FALCO 7,5 La capacità decisionale di far correre o di manovrare il pallone è una sua peculiarità, mettendo in movimento a turno gli esterni o le mezzale. Non ha ancora il feeling giusto con Djuric, anche perché giocano spesso sulla stessa linea quando c’è da recuperare il pallone, ma per la prima volta si è trovato un uomo in grado di far muovere gli esterni da oltre la metacampo e a cambiarsi con Ciano senza rallentare la manovra. L’UOMO CHE NON C’ERA (Dal 78′ ROSSETI SV)

CIANO 7 Avanti. Indietro. Avanti. Indietro. Avanti. Indietro. Pallone servito. Avanti. Indietro. Avanti. Indietro. Cambio fascia. Avanti. Indietro. Cambia di nuovo fascia ma prima si ferma a dare la paghetta a Sensi per il gelatone tra il primo e il secondo tempo. Avanti. Indietro. Finisce il tempo. Dieci volte le scale degli spogliatoi. Solleva per venti volte un paio di raccattapalle. Avanti. Indietro. Avanti. Indietro. Va a dire a Djuric di star tranquillo. Avanti. Indietro. Avanti. Indietro. Mi sa che è ancora lì: cambiamento totale di mentalità e la squadra non può che giovarne. SALTO DI QUANTITÀ

DJURIC 6,5 Con Falco in campo e Ciano che continua a rientrare e a spingere, ne soffre il gioco statico del gigante bosniaco: era forse questa la partita per la rapidità del gioco a terra di Rosseti. Paradossalmente il gioco offensivo bianconero è la salvezza del nulla cagliaritano nel primo tempo, perché non porta a far male. Poi si passa in superiorità numerica: a quel punto le distanze diminuiscono e anche lui può farci godere, tornando al gol. D COME DETERMINAZIONE (Dall’83′ VALZANIA SV)

DRAGO 7 Come nella canzone dei Radiohead mette ogni cosa al suo posto, e si rivedono gioco e spettacolo per quasi 90′. Poi, è vero che il Cagliari non si poteva guardare e che in undici contro dieci è più facile, ma bisogna anche metterla la capolista nelle condizioni di non giocare. E il centrocampo bianconero è stato semplicemente perfetto. Per non rovinare il giochino fa il primo cambio dopo il 75’… ah, a questo punto mezzo punto in più nella partita col Livorno: la scelta di dar fiato a Kessié ha pagato.  EVERYTHING IN ITS RIGHT PLACE

AC CESENA 8 Semplicemente perfetti. E mancavano pure pezzi importanti. CHAPEAU