Non stiamo sognando
“Le pagellazze di Cesena-Como 3-1" di Gian Piero Travini per VedoBianco/VedoNero su gptravini.wordpress.com.
GOMIS 7,5 Puntuale sul primo palo respingendo la bordata di Ebagua, incolpevole sul gol, sontuoso sull’uscita bassa contro Bessa. Il Panterone ivoriano sta prenotando sabato dopo sabato un posto nella prossima serie A: la parata che lo certifica è quella sul numero di Ebagua al 76’… roba da leccarsi i baffi. Un appunto: sulle uscite alte ancora non ci siamo. DETERMINANTE E MIGLIORABILE
PERICO 6,5 Ci mette un po’ più degli altri a preparare l’azione. Ci mette un po’ più degli altri a seguire l’azione. Ci mette un po’ più degli altri a recuperare l’azione. Dove non arriva lui arrivano gli altri. Il team è al suo servizio esattamente come lui è al servizio del team: non serve altro per stare in serie B. CI STA (Dal 57′ DE COL 5,5 Non riesce a spingere come il compagno di reparto, ma gli manca anche l’appoggio degli interni. DA RECUPERARE)
CALDARA 6,5 Una garanzia che deve però imparare a crescere e che davanti ad un Ebagua al 100% potrebbe rischiare qualcosa. Quello che fa quando il pallone viaggia, ovvero intervenire con grande puntualità, deve imparare a replicarlo anche sulle palle inattive per essere già pronto per il salto. PERFETTIBILE
CAPELLI 6 Vuole essere il miglior difensore della B, ma qualche uscita per eccesso di entusiasmo costa caro in termini di equilibrio alla squadra, per tutto il secondo tempo sempre sbilanciata. Deve diventare il “Drago in campo” sui calci piazzati: tocca a lui sistemare i suoi. SPERICOLATO
MAZZOTTA 7 Ovunque propone, senza paura, con senso del tempo manco fosse il miglior Toscanini: dove non arriva Garritano è lui a proporsi e proporre, perfetta sintesi dell’esterno di terza e quarta linea moderno. Tolte le ruggini della stanchezza grazie alla pausa commissionatagli da Drago ha solo un mancamento, ma viene graziato. MAESTRO
CASCIONE 6,5 Quest’uomo ha capito cosa vuol dire essere un punto di riferimento per la squadra quando il vero talento non è lui. La sua partita è di rara intelligenza: si mette completamente al servizio di Sensi, raccogliendo i suoi scarichi, permettendogli di fare l’elastico e facendo il regista quando la squadra deve salire, raccogliendo dagli esterni. Colpevole sul gol subito, ma è il fiato che gli gioca bruttissimi scherzi: nella ripresa il suo calo corrisponde al calo di tutta la squadra. MATURO MA STANCO
SENSI 6,5 Nulla da dire sul primo tempo: con Cascione gregario riesce a convivere bene. Il calone del pariruolo automaticamente gli tarpa le ali e gli si blocca lo slot incantesimi, anche perché viene pian piano spostato sull’esterno dalla superiorità numerica sulla mediana trovata, troppo tardi, da Sabatini: qui serve il salto di qualità, quello per spaccar culi ai passeri anche in A, e pian piano lo sta compiendo. LEZIONI DI SOFFERENZA
KESSIÉ 7,5 Non lo ferma nemmeno l’arbitro quando fischia. Doveva essere un difensore centrale, ed è pure capace di fare l’esterno destro: dare un pallone a lui vuol dire essere sicuri che la squadra arriverà in area e che almeno due avversari saranno stesi a terra. Nella ripresa non ha più un pallone giocabile. AARON RODGERS
CIANO 8 È semplice: 80′ di lavoro oscuro, infame, legnaiolo, infangato. E, nel momento più difficile, una singola, imperiosa stoccata che chiude il match. È stato preso per essere il giocatore più determinante del Cesena in qualsiasi momento della partita. Rianimando di fatto la squadra. FATTORE
DJURIC 7 Controllo di sinistro a seguire. Giro lato forte eclissando l’avversario. Calcio al volo. Gol. Il bosniaco inoltre riesce a trasformare in palloni utili i passaggi che girano anche a mezza altezza. GRAZIE (Dall’80′ SUCCI 6 Entra in un momento fortemente critico per la squadra, ma non si lascia prendere dal panico e, anzi, riesce a mettere ordine, dettando i tempi nel gioco senza il pallone e disegnando linee che possono permettere a Ciano di tagliare. STRATEGICO)
GARRITANO 7,5 Incredibile la sua facilità nell’involarsi sulla fascia. Magistrale la sua abilità nel portare su il pallone e mettere la palla giusta sia come ultimo che come penultimo passaggio. E davanti alla porta sono più quelli che segna che quelli che sbaglia. Nel secondo tempo Drago lo preserva. KILLER (Dal 46′ st RAGUSA 6 Si abbassa drasticamente il baricentro della squadra con il suo ingresso in campo: un dato di fatto, ma non una colpa, perché il ragazzo è costante e propositivo nonostante sia chiaramente in debito di condizione: se ne avvantaggia Ciano. DA RECUPERARE)
DRAGO 6,5 Trova la quadra Cascione-Sensi: il primo deve lasciar sempre spazio al secondo. Nella ripresa, però, proprio quel gioco smette di funzionare e si creano sovrapposizioni errate. Il cambio Garritano-Ragusa toglie verve alla squadra, ma è un azzardo che paga: sa che si andrà a soffrire. Ma quei calci da fermo… LAVORO, LAVORO, LAVORO
AC CESENA 6,5 Presi punto per punto ai ragazzi non si può imputare nulla, ma va valutata la difficoltà della gara: il Como non è uno squadrone e inizia a giocare solo nella ripresa, con diverse responsabilità del suo trainer. Insomma, mezzora di gap che poteva costar caro, ma nel talento dei singoli trova l’esaltazione del collettivo. “Talento dei singoli”… già, è proprio il Cesena: non stiamo sognando. RESISTENZA DI QUALITÀ
