Mignani a Cesena? Bene ma non benissimo. Però…

Sabato prossimo, il popolo del Manuzzi, potrà riabbracciare l’ultimo allenatore che ha portato il Cavalluccio ai play-off…
03.11.2026 00:00 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Mignani a Cesena? Bene ma non benissimo. Però…
© foto di LaPresse

Michele Mignani a Cesena? Beh, nella prima stagione ha fatto bene (attenzione: bene, non – come qualcuno si ostina ancora oggi a ripetere in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi… – benissimo). Riuscendo a mettere via 53 punti e a guadagnare l’accesso ai play-off. Play-off resi amari – ricorderete tutti – da quel maledetto rigore sbagliato da Shpendi nella Fatal Catanzaro. Nella sua seconda avventura in bianconero, invece, dopo una partenza sprint (per diverse settimane, in riva al Savio, si è pure sognata scioccamente la promozione diretta…), l’ex trainer anche di Palermo e Bari a suon di errori – tecnici e comportamentali – è sprofondato lentamente ed inesorabilmente nel pozzo della crisi assieme alla sua creatura. Venendo esonerato lo scorso 13 marzo al termine di quel ‘famoso’ (e per certi versi surreale) Cesena-Frosinone 2-2, con la squadra ottava ed ancora in zona play-off. Personaggio schivo e riservato, discretamente permaloso, Michele Mignani da ‘buon’ ligure nel suo anno e mezzo (abbondante) passato a Cesena ha più volte sfoderato – in panchina, in conferenza stampa, per le vie del centro, dal barbiere… – la tipica effervescenza di un manifesto funebre. Ma, ed è questa la cosa che più conta, nella Terra del liscio e della piadina si è fatto voler bene per la sua professionalità. Per la sua preparazione. Per la sua educazione. Per la sua signorilità. Signorilità che, ci tengo a sottolinearlo con forza, è merce sempre più rara in questo mondo sempre più al gusto di arroganza. In questo mondo sempre più pregno di tarantolatissimi mister che stanno alla semplicità e al bon ton allo stesso modo in cui Erode stava ai bambini. Allo stesso modo in cui la coppia Massimo Boldi-Christian De Sica stava al cinema impegnato. Allo stesso modo in cui Elettra Lamborghini sta all’Aida. Allo stesso modo in cui – poi, lo giuro, la chiudo qui… – Xavello Druiventak sta (per ora, in attesa di tempi migliori) alla porta avversaria. Ed allora… bentornato in Romagna, ‘caro’ mister Mignani. Sono certo che sabato prossimo, prima di Cesena-Catanzaro, il catino del Manuzzi ti accoglierà con un bell’applauso. Un applauso, diciamocela tutta, meritato.