Il Cesena non ama i (suoi) giovani
Vero, c’è lo stakanovista Cristian Shpendi. Con 604 minuti già giocati e 6 (preziosi, preziosissimi) gol già in cascina. Dietro al bomber italo-albanese, però, al momento c’è il nulla. O quasi. Perché il Cesena, i giovani che provengono dal suo vivaio, li fa giocare col contagocce. O, ancora peggio, non li fa giocare proprio. Prendiamo ad esempio Matteo Francesconi. Il centrocampista di Faenza, in questo già robusto scorcio di stagione, ha sinora messo via appena 4 gettoni (l’ultimo giusto domenica scorsa con l’Avellino). Per un totale – udite udite – di 81 giri di lancetta. Nonostante lo stesso Francesconi, già protagonista della promozione ‘toscanizzata’ dalla C alla B del 2023/2024, abbia già una discreta esperienza cadetta. Tanta voglia di rimettersi in mostra. E una condizione fisica - al momento - ben migliore di quella palesata da Emil Bohinen. Ha raccolto una misera manciata di minuti in più, per la precisione novantacinque, l’altro classe 2004 Antonio David: l’esterno sinistro è stato però impiegato da Diamanti soltanto contro Sampdoria e Mantova. In avvio di stagione. Poi è scomparso dai radar. Zero minuti di presenza al momento (anche) per il secondo portiere Niccolò Fontana, per Matteo Casadei e per Filippo Bertaccini. Senza contare il fatto che un altro baby bianconero protagonista dell’ultima promozione del Cavalluccio, vale a dire Simone Pieraccini, dopo essere rientrato dall’ottima esperienza formativa a Catania, la scorsa estate è stato rispedito (frettolosamente) in prestito alla Salernitana per far posto – sigh – alla nebulosa Mark Natta. E pensare che, dopo essere sbarcati in Serie B, gli Americani (o chi per loro: direttori generali, direttori sportivi, direttori clamorosi, ereditieri, cardinali e figli di tutti questi potenti…) si sono sempre riempiti la bocca di tutte quelle croccanti frasi del tipo ‘Il Cesena deve puntare obbligatoriamente sui giovani del proprio vivaio, i nostri giovani sono il nostro bene più prezioso, bla bla bla…’. Senza però mai mettere effettivamente in pratica tali slogan tanto in voga soltanto nei vernissage estivi. Una grave (e forse mortale) pecca per chi, almeno a parole, ha sempre auspicato il raggiungimento della tanto osannata sostenibilità finanziaria. Ed allora non è certo un caso se, a vedere quello che succede da qualche anno a questa parte a Cesena sul fronte giovani, mi torna in mente un vecchio ed impolverato siparietto consumatosi al Festival di Sanremo una valanga di anni fa. Correva l’anno del Signore millenovecentottantanove. L’inarrivabile Beppe Grillo, durante le serate della nota kermesse musicale, doveva (pure lui, come tutti…) ripetere per contratto la frase ‘Barilla ama i giovani’. Così ad un certo punto, stanco di quella formula incellofanata, il comico genovese sbottò contro lo sponsor tuonando un indimenticabile ‘Guardate che non è vero: Pietro Barilla (titolare per oltre 50 anni della nota multinazionale emiliana, ndr) non ama i giovani. Barilla odia tutti. Tutti, eh. Anche la moglie…’.
E dopo aver parlato di calcio, vi diamo appuntamento al Vidia Rock Club sabato 28 novembre per il live dei Modena City Ramblers. Folk, combat rock, Irlanda e canzoni che hanno attraversato generazioni: una delle band più amate della scena italiana torna in Romagna per una serata da cantare dall’inizio alla fine.
