Volta: “Il Cesena si è indebolito. Ma Diamanti non è Cole…”
Protagonista di due promozioni che hanno fatto la storia del Cesena. Ma non solo. Ecco sì, non solo. Grande tifoso del Cavalluccio, grande conoscitore del mondo della pedata nostrana, grande distillatore di amarcord che sanno scaldarti il cuore: signore e signori, (ri)ecco a voi Massimo Volta.
Volta, cosa mi dice di questo nuovo Cesena?
“Poche storie: il Cesena, rispetto alla scorsa stagione, sulla carta si è indebolito. E non di poco. Tanti (troppi, ndr) big hanno salutato. Però dall’altro lato il Cesena ha trovato un allenatore che, con la sua grinta e con il suo entusiasmo, potrebbe compensare le lacune della rosa bianconera…”
Vero, Diamanti ha grinta ed entusiasmo da vendere. Però è pur sempre alla sua prima avventura su una panchina italiana…
“Alino in Italia non ha mai allenato. Però, a differenza del suo predecessore Cole, almeno conosce la Serie B e le sue dinamiche. Ripeto: le incognite legate a questa stagione bianconera restano tante. Ma per me, Diamanti, potrebbe rivelarsi una gradita sorpresa. Lasciamolo lavorare in pace…”
Lei e Diamanti avete giocato assieme.
“Ci siamo incrociati a Perugia, quando lui ormai era a fine carriera. Gran bel giocatore, gran brava persona, personaggio un po’ fumantino ma allo stesso tempo sempre rispettoso delle regole e dei compagni di squadra. Devo ammetterlo: non avrei mai pensato di ritrovarlo un giorno nelle vesti di allenatore…”
Un giocatore del Cesena che apprezza particolarmente?
“Con Berti finito a Cremona e con Klinsmann fermo (almeno sino al prossimo marzo, ndr) ai box, ti direi Shpendi. Per lui parlano i numeri: in due anni di Serie B, tra alti e bassi, è sempre riuscito ad andare in doppia cifra. Mica male…”
Shpendi, da qui alla fine del mercato, potrebbe anche salutare…
“Se ragiono da tifoso del Cesena è chiaro che la sua partenza sarebbe una brutta botta. Al contempo però mi sento di dire che, per questo ragazzo, forse è arrivato il momento di cambiare aria. Di continuare il suo percorso di maturazione lontano da casa…”
In riva al Savio, in caso di cessione dell’italo-albanese, potrebbe sbarcare Brunori…
“Sì, ho letto. E devo dire che non mi dispiacerebbe affatto vedere questo attaccante a Cesena. Brunori sarebbe un bell’innesto. Lui, la Serie B, la conosce meglio delle sue tasche…”
Però l’attaccante del Palermo, a novembre, farà 32 anni. E a quell’età, la fame, non è più quella dei giorni migliori.
“Non sono d’accordo. Nel calcio moderno, a 32 anni, sei ancora nel fiore degli anni. Per me Brunori, almeno tra i cadetti, è ancora un attaccante in grado di spostare gli equilibri. Anche nell’ultima parentesi vissuta alla Sampdoria (in prestito per 5 mesi, ndr) ha fatto bene…”
A proposito di Sampdoria. Domenica prossima al Manuzzi, il Cesena, debutterà in campionato proprio al cospetto della squadra che 15 anni fa le ha permesso di giocare in Champions League…
“A ripensare a quella doppia sfida con il Werder Brema mi vengono ancora i brividi. E non soltanto perché, quelle due partite, io le ho giocate da titolare. Alla fine furono i tedeschi a passare, ma quel ricordo europeo per me resta ugualmente dolcissimo. La Champions è sempre la Champions…”
Teniamo aperto l’album dei suoi ricordi: se le dico Cesena cosa le viene subito in mente?
“Come si fa a dimenticare quel magico pomeriggio vissuto a Piacenza nel 2010? A fine gara eravamo tutti in mezzo al campo, ad aspettare la fine di Padova-Brescia. Una volta che Treossi ci comunicò che all’Euganeo la partita era finita, scoppiò il finimondo sotto la curva dei nostri tifosi. Giornata strepitosa…”
Più bella quella promozione oppure quella arpionata a Latina quattro anni dopo?
“Beh, pure quella vittoria raccolta ai play-off a Latina (sempre agli ordini di Bisoli, ndr) è ricca di significati. Di Pathos. Però la prima volta non si scorda mai. E se devo scegliere tra questi due trionfi ‘dico’ Piacenza…”
Uno dei suoi passatempi preferiti, ai tempi di Cesena, era quello di confezionare degli scherzi (da caserma) al ‘povero’ De Feudis.
“Verissimo (risatina, ndr). Anche se, a dire la verità, io non agivo mai da solo. Dietro a queste marachelle confezionate ai danni del Conte c’erano pure Marilungo, Coppola e Capelli…”
Ci dica uno scherzo…
“Una volta, subito dopo una doccia post-allenamento, a De Feudis gli abbiamo nascosto tutti i vestiti. Beppe è andato fuori di testa, ha girato in lungo e in largo tutti gli spogliatoi. Poi ha ritrovato i panni in mezzo al campo. Appesi alle sagome di plastica che si usano quando si provano le punizioni. Quante risate…”
De Feudis, a Cesena, ha vinto 5 campionati. Il suo cuore è colorato da sempre di bianconero. Eppure, nel Cesena di oggi, per lui non c’è posto.
“In qualsiasi altro club italiano, un ex giocatore con il suo curriculum, avrebbe un ruolo assicurato. Nessuno a Cesena ha vinto quanto lui. Uno come il Conte avrebbe meritato ben altro trattamento (sottoscrivo in pieno, ndr)”.
Che fa ora Max Volta?
“Ho appena attaccato gli scarpini al chiodo. Ora alleno la Juniores Regionale del Carpenedolo. Ho già preso il patentino Uefa B, prossimamente voglio prendere quello Uefa A. Il mondo è pieno di allenatori, ma io sono bello carico. La vita in panchina mi stuzzica parecchio…”
Domandone finale: domenica chi vince al Manuzzi?
“Sia il Cesena che la Sampdoria (lo si è visto anche lunedì in Coppa Italia, ndr) al momento hanno ancora qualche problema di troppo da risolvere. Sarò banale, ma per domenica mi aspetto una gara da tripla. Una gara indecifrabile. Una partita ricca di colpi di scena…”
