Caro Cesena, ci sarà da soffrire parecchio…
E pensare che c’è chi storce il naso anche dinnanzi a questo 2-1 arpionato contro l’Empoli. Anche dinnanzi a questa salutare boccata d’ossigeno. Ma ovviamente va bene così. Va benissimo così. Anche perché, l’ultima volta che il Cesena era riuscito a vincere uno straccio di partita al Manuzzi, sulla Terra pascolavano ancora allegramente i dinosauri. Anche perché, questi tre punti al gusto di redenzione parziale, hanno tamponato un’emorragia di risultati che cominciava a farsi preoccupante. Inquietante. Angosciante. Anche perché, questo hurrà, ha ridonato un briciolo di serenità a una piazza che rischiava di cadere definitivamente dentro al pozzo della depressione. Dello sconforto. Della crisi più nera. Poi vabbè, è lampante: questo Cesena continua ad essere schiavo delle sua pesante fragilità difensiva (in 9 gare Siano & Friends non sono mai riusciti a tenere inviolata la propria porta), della sua Shpendi-dipendenza (l’italo-albanese, al momento, ha segnato 7 dei 10 gol totali sinora messi a segno dai bianconeri), delle paturnie del suo allenatore (anche ieri, certe scelte tecniche sfoderate da mister Sana Follia, hanno fatto storcere la bocca a molti) e delle sue più o meno gravi lacune strutturali (qui non c’è un ‘vero’ terzino sinistro, a centrocampo la coperta è maledettamente corta, là davanti un esterno come Pierini manca come il pane, in questa rosa ci sono almeno 4 giocatori che stanno alla Serie B allo stesso modo in cui il Grande Fratello sta alla tv di qualità). Ma ripeto: ieri sera, al cospetto del tarantolatissimo Andreoletti (un allenatore che, secondo il mio modesto parere, ha un grado di simpatia che è una via di mezzo tra un Tutor dell’A14 e un crampo allo stomaco), contava ‘solo’ vincere, ‘solo’ scacciare via dalla Romagna Bianconera i primi veri spettri stagionali. Tutto il resto è noia. Chiacchiere. Fuffa. Almeno sino alla prossima puntata. Almeno sino alla prossima sconfitta. Che – sto ragionando a voce alta, eh – mi sa tanto che il Cesena, da qui a maggio, di partite ne perderà ancora una vagonata. La salvezza? Possibile. Possibilissima. Ma ci sarà da soffrire parecchio…
PS 1: Quelli che… Druiventak ha la velocità di un centometrista giamaicano. Però, al posto dei piedi, ha due ferri da stiro. Due pinne da sub. Due scaldabagno. Due cotechini precotti…
PS 2: Quelli che… Shpendi, se continua a fare lo Shpendi, ci salva da solo. DA SOLO. Però, se lo (s)vendono a gennaio, qui poi non ci salva nemmeno il Padre Eterno. Nemmeno la Madonna. Nemmeno una nuova pandemia…
