Anche il Mostro di Firenze, in vita sua, ha fatto qualcosa di buono

A Bolzano si è persa una ghiotta occasione per bissare la vittoria raccolta con l’Empoli, ma forse va bene anche così. Intanto Druiventak…
01.11.2026 11:55 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Anche il Mostro di Firenze, in vita sua, ha fatto qualcosa di buono

Alla vigilia di questa triade di impegni che ci siamo appena messi alle spalle – Modena, Empoli e Südtirol – avevo firmato per portarmi a casa quattro punti. Ebbene: sono stato accontentato. E poco importa se, otto giorni fa al Braglia, il Cesena non è nemmeno sceso (vergognosamente) in campo. E poco importa se, ieri al Druso, dinnanzi a un avversario gonfio di paturnie si è persa una ghiotta (anzi, una ghiottissima) occasione per mettersi in saccoccia l’intera posta in palio. Massì, poco importa. Era quella con l’Empoli, la gara da dentro o fuori. La gara da non fallire per nessuna ragione al mondo. E il pari di ieri è ‘semplicemente’ un’ulteriore flebo di fiducia in vista del proseguo della stagione. Una stagione dove, evviva la banalità, a fare la differenza in questa rincorsa alla salvezza potrebbe essere una sfumatura. Un dettaglio. Chennesò: un dribbling andato a buon fine, un fallo a centrocampo non fischiato dall’arbitro, un cambio sbagliato. Il Cavalluccio ammirato ieri a Bolzano? Beh, devo ammettere che non mi è dispiaciuto affatto. Almeno sotto l’aspetto dell’impegno, dell’ardore agonistico, della cazzimma. Poi vabbè, gira che ti rigira si torna sempre al punto di partenza: qui almeno (e sottolineo con forza la ‘parolina’ almeno) un gol lo si becca sempre. E, soprattutto, se non la butta dentro San Shpendi, sono dolori. Dolori veri. Dolori lancinanti. Non soltanto perché, in queste prime 10 giornate, l’italo-albanese ha segnato il 73% dei gol sinora messi a segno dal Cesena. Non soltanto perché, al momento, Druinventak & Friends stanno al gol allo stesso modo in cui Freddie Mercury stava al Liscio alla Casadei. Ah, a proposito di Druiventak. In giro – allo stadio, al bar, per strada, sui social – continuo a sentire tanta (troppa) gente che continua a ripetere convinta ‘…epperò questo olandese corre come un treno. E poi, ogni tanto, qualche bella giocata la fa pure…’. Che è un po’ come dire che anche il Mostro di Firenze, in vita sua, qualcosa di buono l’ha combinato. Sia chiaro: Druiventak – oltreché essere un gran bravo ragazzo – è un professionista serio che, quando scende in campo, ci mette sempre l’anima. Però il suo mestiere resta quell’esterno offensivo. E il Cesena di oggi non può permettersi di avere là davanti un giocatore allergico al gol. Un giocatore che non vedrebbe la porta nemmeno sotto tortura. Dunque le soluzioni sono due: o l’olandese (poco) volante si fa un bel lifting ai piedi oppure Diamanti mette Druiventak in ghiacciaia. Soprattutto ora che D’Andrea pare in crescita e che è pure tornato Caprini. Passo e chiudo.


PS 1: Quelli che… a Bolzano abbiamo buttato via due punti
PS 2: Quelli che… io mi tengo stretto questo puntaccio pesante