Il Cesena, il ramadan al Manuzzi e l’errore di Diamanti

Sono passati - sigh - già 7 mesi dall’ultima vittoria casalinga del Cavalluccio. Intanto il mister bianconero…
19.10.2026 11:45 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Il Cesena, il ramadan al Manuzzi e l’errore di Diamanti

L’ultima vittoria del Cesena al Manuzzi? Porta la data – udite udite – del 21 marzo 2026. Cazzo, 21 marzo 2026. Una vita fa. O quasi. Quel sabato di inizio primavera – bei tempi quelli – la benzina costava appena 1,6 euro al litro. La sanremese Ossessione di Samurai Jay – sigh – era prima in classifica. Valeria Marini non era ancora (ri)entrata per la 157esima volta nella Casa del Grande Fratello. Ringhio Gattuso cullava ancora il suo sogno mondiale. E, per l’appunto, la truppa guidata da quell’aspirante allenatore ‘chiamato’ Ashley Cole batteva il Catanzaro. Per 3-1. In rimonta. Grazie a tre sigilli di Cerri, Piacentini e Berti. Da allora sono passati duecentododici giorni. Duecentododici, eh. Sette mesi. Tanti. Troppi. Anche perché, il Cesena di oggi, non riesce più a sfruttare quello che in un passato (più o meno) recente era la sua vera arma in più: il calore della Mare. Il fattore dodicesimo uomo. Ieri contro l’Avellino è uscito il quarto segno X consecutivo di questo già robusto scorcio di stagione. E se da una parte c’è chi si affretta a dire che questa gara la si poteva tranquillamente perdere (quel palo colpito al 91' da Missori ha fatto vedere i sorci verdi a mezza Romagna…), dall’altra c’è chi è ben consapevole che questa sfida con i Lupi d’Irpinia la si poteva portare tranquillamente a casa (là davanti, nel primo tempo, si è sprecato troppo…).Visioni opposte. Con sullo sfondo una certezza inquietante, granitica, monolitica: se il Cesena non riuscirà in tempi brevi a spezzare questo ramadan casalingo (Ciofi & Friends ci riproveranno fra otto giorni, nell’infrasettimanale con l’Empoli), il futuro bianconero potrebbe fare rima con terrore. Con paura. Con rimpianto. Chiusura (importante) su Diamanti. Ieri il mister bianconero nella solita conferenza stampa post gara ha dichiarato un po’ piccato – cito testualmente – “…io è da 25 anni che sono in questo ambiente, anche se voi dite che ho iniziato ieri…”. Ebbene, facendo la doverosa premessa che secondo il sottoscritto l’ex centrocampista (anche) di Livorno e Bologna – al netto di qualche evitabile incidente di percorso – sinora in riva al Savio ha fatto un buon percorso (la rosa bianconera non è certo di prima fascia…), mi preme sottolineare il fatto che gli addetti ai lavori non fanno bene ma fanno benissimo ad evidenziare continuamente il fatto che il neo mister bianconero sia alla sua prima esperienza su una panchina professionistica italiana. Diamanti, lo sanno anche i muri, è stato un grande giocatore e probabilmente diventerà anche un grande allenatore. La storia del calcio mondiale, però, è piena di ex grandi campioni della pedata che – passati dall’altra parte della barricata – hanno fallito più o meno rovinosamente. A 360 gradi. Se ne faccia dunque una ragione, il buon Diamanti. Ed eviti di tornare sull’argomento. Se è vero che non si impara ad essere uomini sui banchi di scuola, è altrettanto vero che non si impara ad essere (buoni) allenatori sui terreni di gioco. Nel calcio, di equazioni perfette, ne esistono poche. Per chiarimenti citofonare (anche) al ‘povero’ Cole. Passo e chiudo.


PS 1: Quelli che… bicchiere mezzo pieno. È con i pareggini che ci si salva…
PS 2: Quelli che… bicchiere mezzo vuoto. Se non vinci mai vai giù di sicuro…

PS 3: Quelli che… e comunque ieri l’arbitro ha fatto cagare…
PS 4: Quelli che… ma se non segni nemmeno sotto tortura non puoi attaccarti all’arbitro…