La sconfitta di Benevento: Diamanti e il controllo che non c’era
Rispetto alla gara con la Juve Stabia, Diamanti cambia tre giocatori nel Cesena e molte più funzioni. Mangraviti passa da terzino a centrale, Frabotta torna basso, Bohinen diventa il riferimento davanti alla difesa, Pagano gioca da interno, D’Andrea parte largo a sinistra, Dalla Vecchia entra nel tridente. Insomma, Diamanti ha fatto saltare delle relazioni di gioco consolidate.
Il Benevento ne ha approfittato soprattutto sulla prima costruzione. Salvemini e Okereke hanno schermato Bohinen, senza ricezioni pulite dentro il blocco difensivo campano. Bisoli è stato molto alto e il Cesena ha faticato a collegare chi impostava con chi doveva attaccare, con Shpendi finisce spesso isolato.
Sull’intera gara i numeri dicono la stessa cosa in modo ancora più netto: 57% di possesso e 57 ingressi nel terzo offensivo, ma appena 9 tocchi nell’area avversaria e un solo tiro da dentro l’area. Undici conclusioni valgono in tutto 0,49 xG. Il Cesena è arrivato fin lì senza difficoltà, poi non ha saputo rendersi pericoloso.
All’intervallo Diamanti ha fatto correzioni: Guidi per Bohinen, Fiori per Dalla Vecchia. Tra il 46' e il 61' è arrivata la fase migliore, con il gol annullato a Bisoli, la grande occasione di Fiori (0,28 xG) e il legno di Guidi, con una bordata da 34 metri.
Forse la formazione iniziale ha pesato sulla prima sconfitta bianconera, ma dopo i cambi la tentata rimonta è durata appena un quarto d'ora, poi la squadra ha perso di nuovo quella qualità, mentre il Benevento ha abbassato il blocco, portando anche cinque-sei uomini vicino all'ultima linea, ma avendo la gamba per ripartire.
A Benevento è emerso nuovamente il difetto più specifico dei bianconeri: le seconde palle e quello che succede subito dopo averle perse. Sul primo gol il Cesena perde un contrasto con diversi giocatori già oltre la linea del pallone, il Benevento attacca per vie centrali e Ilić perde il duello con Siatounis. L’errore del difensore c’è, ma chiude un’azione che era già compromessa. Il 2-0, a partita ormai disperata, nasce allo stesso modo: lancio di Siano, prima e seconda palla perse, verticalizzazione immediata su Cherubini.
Tuttavia la lettura di gara di Diamanti forse nasconde un problema nel problema: “Prima del gol del vantaggio stavamo facendo molto bene, avevamo il controllo della partita”. Se i primi 20'-25' sono stati di “controllo”, bisogna intendersi sul termine. Il Cesena ha controllato il pallone e il territorio, non la pericolosità della partita. Non è mai arrivato alla conclusione. E non solo, nel primo tempo il massimo a cui arriva è 0,07 xG.
Poi arriva il gol di Siatounis: lì il Cesena aveva il controllo della circolazione, ma non quello offensivo e nemmeno il controllo preventivo della perdita del pallone.
