L’EROE DI LATINA 2014 Renzetti: “Caro Cesena, ci vediamo presto…”

A tu per tu con il nuovo terzino del Modena: “Torno in C dopo 13 anni per essere protagonista. Quell’eliminazione patita ai play-off del 2016 resta uno dei miei più grandi rimpianti…”
17.07.2021 12:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
L’EROE DI LATINA 2014 Renzetti: “Caro Cesena, ci vediamo presto…”

In serie C c’è chi si affida a giovani di (quasi) belle speranze. A baby scommesse regala-bonus. E chi, al contrario, punta sui superbig. Sull’usato sicuro. Sicurissimo. Signore e signori, riecco a voi il caro ‘vecchio’ Francesco Renzetti.


Renzetti, perché ha deciso di ricominciare dalla terza serie?
“Non tornavo in Serie C da 13 anni, dai tempi della Lucchese. Ma al Modena non ho saputo dire di no. Per tanti motivi…”

Ce ne dica almeno un paio.
“Primo motivo: quella di Modena è una piazza ambiziosa, una piazza che vuole regalarsi un futuro da protagonista. Secondo motivo: avevo voglia di tornare a lavorare con Tesser, mister che avevo già avuto a Cremona”.

In molti, a Cesena, speravano in un suo ritorno in riva al Savio…
“Cesena è sempre… Cesena. A Cesena ho ancora tanti amici. Ma dalla Romagna, ve lo giuro, non mi ha chiamato nessuno…”

A Cesena, più che le idee, mancano i soldi ‘veri’. A Modena invece, a livello di pecunia, andate forte. Non per niente siete proprio voi i grandi favoriti del girone B…
“Qui a Modena sta nascendo una bella squadra (il club canarino si è già portato a casa diversi nomi di grido, ndr). Ma è inutile fare pronostici a metà luglio. Anche perché, nel girone B, troveranno posto diverse squadre agguerrite”.

Facciamo un po’ di Amarcord. Se le dico ‘Cavalluccio’ qual è la prima cosa che le viene in mente?
“La Notte di Latina 2014, ovviamente. Quella sera gonfia di umidità, nel vecchio Francioni, ho toccato il cielo con un dito. Quella festa maturata a fine partita sotto la curva dei nostri tifosi, a conti fatti, resta il momento più bello ed emozionante della mia carriera”.

A quella strepitosa promozione cadetta seguì però poi una stagione bianconera da film horror.
“La società decise di puntare sullo zoccolo duro della promozione. Ma, quella rosa, non era sufficientemente competitiva per affrontare la A. Questa cosa la sapeva la dirigenza. Lo sapeva Bisoli. E lo sapevamo pure noi giocatori…”

Nel 2016 si poteva tornare in Paradiso. Ma per colpa di quel suo autogol…
“Ogni volta che ripenso a quel maledetto autogol (arrivato nel preliminare play-off con lo Spezia, ndr) mi prende ancora male…”

Si scherzava, ovviamente: se quel Cesena fu eliminato dagli Aquilotti, la colpa fu ‘soltanto’ di Drago…
“La colpa non fu soltanto di Drago: tutti potevamo e dovevamo dare di più. Quella squadra era davvero forte, infarcita di giocatori di qualità (qualche nome? Gomis, Caldara, Kessie, Ciano, Ragusa e Sensi, ndr). Quello resta uno dei miei più grandi rimpianti di sempre…”

A proposito di rimpianti: come mai un giocatore come lei ha vissuto soltanto una stagione in A?
“Di sicuro, quell’infortunio (al bicipite femorale, ndr) rimediato a Cesena nel 2014-15, non ha aiutato il mio percorso di crescita. Ma è anche vero che, se la mia carriera l’ho vissuta prevalentemente in B, si vede che doveva andare così. A 33 anni non mi va di cercare troppi alibi o troppe scuse…”

Renzetti, ci vediamo allora al derby…
“Saranno sicuramente due derby emozionanti, ricchi di significati. E magari, chissà: due derby decisivi per l’alta classifica. Ci vediamo presto…”