ESCLUSIVO Agliardi: “Ringrazio tutti. Anzi no, quasi tutti…”

Il portiere si è accasato al Lumezzane: “Avrei voluto restare, ma la vita va avanti. Capellini merita la conferma. Lugaresi non l’ho perdonato. E a un dirigente bianconero di oggi dico che…”
07.09.2020 07:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Luigi Rega
ESCLUSIVO Agliardi: “Ringrazio tutti. Anzi no, quasi tutti…”

Le mamme imbiancano. I figli crescono. I chili aumentano. I politici si rincoglioniscono. I virus mutano. I vecchi eroi di Latina 2014 salutano. Signore e signori, il tempo passa per tutti. “Non avrei mai voluto vivere questo triste finale in bianconero – dice l’ormai ex portiere del Cesena Federico Agliardima un giorno, forse, ci rivedremo…”.

Agliardi, perché a Lumezzane in Eccellenza?
“Perché a 37 anni, se tra le mani hai un progetto serio, la categoria non conta. Mi piacciono le sfide affascinanti. E a Lumezzane, oltre a un club ambizioso, ho trovato gente fidata. Gente come mister Stankevicius. O bomber Caracciolo”.

Lei ha aspettato una chiamata del Cesena sino all’ultimo.
“Ho cercato in tutti i modi di far capire al Cesena che volevo rimanere in bianconero. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. Non mi hanno voluto più. Peccato. Peccato davvero”.

È giunto il momento dei ringraziamenti.
“Ringrazio i tifosi bianconeri. La mitica curva Mare. La città di Cesena. La Romagna intera. Ringrazio il diesse Zebi, che con me è stato sempre intellettualmente onesto. E ringrazio pure un dirigente bianconero. Che, una volta saputo che andavo al Lumezzane, mi ha subito scritto un sms facendomi un bell’in bocca al lupo”.

Chi invece non si sente di ringraziare?
“Dopo sei anni di Cesena e due campionati vinti, magari, una telefonatina in più da ‘qualcuno’ non ci sarebbe stata male. Di sicuro, da un dirigente bianconero in particolare, in questi ultimi mesi mi sarei aspettato un po’ più di professionalità nei miei confronti. Chi vuole capire capisca. Non ringrazio poi nemmeno Giorgio Lugaresi e soci…”.

La ferita legata a quel fallimento è ancora aperta?
“Chi afferma che il tempo cancella tutto si sbaglia di grosso. A due anni di distanza da quel patatrac non riesco ancora a perdonare chi ha fatto evaporare quella strepitosa salvezza arpionata sul campo. Col fallimento del ‘vecchio’ Cesena è morta una parte di me…”.

La giornata più bella vissuta in bianconero?
“Non ho dubbi, la notte di Latina. In quella magica serata ho toccato davvero il cielo con un dito. Ho ancora davanti agli occhi quella partita convulsa. La nostra festa finale sotto la curva ospite. Il nostro viaggio di ritorno verso il Manuzzi”.

La parata da ricordare e la papera da dimenticare?
“La parata che ricordo con maggiore affetto è quella sfoderata al Braglia su Molina, nella semifinale d’andata dei play-off 2014. L’errore più grosso? A ripensare a quell’uscita a vuoto fatta col Frosinone al Manuzzi al 91’ (era il 2017, in quell’occasione andò a segno Mokulu, ndc) mi prende ancora male…”.

Di cosa parlerà ora il ‘povero’ Bertozzi se (anche) lei ha fatto le valigie?
“Non lo so. Anche perché, piano piano, i tuoi cavalli di battaglia, te li hanno fatti fuori tutti (risatona, ndr). Vabbè, dai. Vorrà dire che parlerai di Capellini, un altro giocatore che (come Chicco e il Conte, ndr) ha il Cesena tatuato sul cuore”.

Il Tabaccaio delle Vigne, però, non ha ancora rinnovato.
“Ah, lo so bene. E non riesco davvero capire il motivo di questo tentennamento del Cesena. Il Cesena ha ancora bisogno di Nicola. Della sua esperienza. Della sua passione”.

Del nuovo Cesena che sta nascendo che ci dice?
“La conferma di Viali è stata una scelta azzeccata. Il triennale che è stato fatto sottoscrivere a Caturano è un bel segnale di forza. Il prolungamento di Ricci era un atto dovuto. Sui nuovi, al momento, preferisco invece non esprimermi”.

Cosa le mancherà di più di Cesena?
“I tifosi l’ho già detto, vero? Ragazzi, qui la verità è che di Cesena mi mancherà tutto. Anzi, fatemi dire una cosa: chissà, magari un giorno ci torno a Cesena. Per viverci stabilmente. Nel frattempo, una decisione l’ho già presa: mio figlio nascerà (a novembre, ndr) proprio nella vostra stupenda città…”.

Agliardi, non è che qui ci scappa pure una lacrimuccia?
“Una lacrimuccia no. Io sono una persona forte. Però devo ammettere che l’universo Cesena mi manca già. Tutto come da copione, comunque. Sarebbe stato strano il contrario. Cesena è… Cesena. Forza Cavalluccio! Sempre e comunque!”.