Le pagelle finali di Tuttocesena.it

16.05.2012 18:21 di  Redazione Tuttocesena.it   vedi letture
Fonte: Andrea Cevenini
Le pagelle finali di Tuttocesena.it
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© foto di Marco Rossi/Tuttocesena.it

L'anno scorso di questi tempi si brindava ad una salvezza a cui nessuno aveva creduto ad inizio campionato: 12 mesi dopo ecco la situazione inversa, con proclami estivi che davano merito a Campedelli e soci di aver costruito una squadra che poteva puntare ben più in là di una semplice salvezza, e che invece è naufragata senza risparmiare nessuno. L'onta di questa retrocessione sarà difficile da lavare, perchè arrivata con un distacco siderale da quelle zone dove si usa orgogliosamente l'espressione "siamo usciti a testa alta". Siamo invece caduti con il morale a terra, con la speranza che questo campionato finisse, partita dopo partita, il prima possibile. E allora ecco, dopo un anno di voti a Mutu e compagni, una sorta di pagelle definitive, un po' come a scuola, che riassumono tutta la stagione stile film horror bianconera. Non si lamentino i protagonisti se troveranno parecchi bocciati: la classe del prossimo anno dovrà contare solo coloro che si sono applicati duramente in questi mesi.

Antonioli 6,5: C'era chi, a metà stagione, gli dava del "vecchio" o del "bollito" dopo aver commesso errori fatali contro Udinese, Roma e in altre gare a cavallo tra dicembre e febbraio. Il portiere è il ruolo più difficile: nessuno si ricorda di gol sbagliati nell'arco di una partita, ma di "papere" si invece, eccome. Peccato che in quelle circostanze di gol ne avevamo presi non uno, ma ben quattro e addirittura cinque. Che fosse solo sua la colpa? "San Francesco" si è poi ripreso alla grande, dimostrando che i giocatori stagionati erano ben altri, e con metà delle sue candeline.

Ravaglia 6: Apre e chiude la stagione bianconera. Nonostante qualche incertezza, vedi il gol di Seedorf a San Siro, dovuta magari anche all'inesperienza e all'emozione dell'esordio in serie A, tutto sommato l'ex Spal si dimostra pronto e degno di fiducia. Antonioli, purtroppo, non è eterno: per una soluzione futura un occhio potremmo buttarlo in casa nostra.

Benalouane 5,5: Beh, rispetto allo scorso anno ci sono stati tanti miglioramenti. Contro la Juve ha dimostrato che può essere un difensore affidabile, almeno fino a quando non metterà da parte le tante incertezze che fanno spaventare tutto il Manuzzi quando ha la palla. Se dovesse restare la cadetteria non può che fargli bene: ci si augura finalmente che conseguisca la tanto agognata maturità che gli serve.

Ceccarelli 5,5: A sua discolpa va detto che ben due allenatori su tre non hanno creduto in lui. Giampaolo lo boccia a favore di un orrendo Comotto, mentre Beretta lo schiera giusto quando non ha altre scelte possibili. Solo Arrigoni ha creduto nell'esterno romagnolo, proprio con lui ha sfornato le migliori prestazioni. Migliori in un certo senso della parola però: l'anno scorso ci aveva abituato a ben altro.

Comotto 3,5: E dire che doveva essere uno di quelli che con la sua esperienza avrebbe giovato all'intera squadra. Svogliato in ogni gara giocata, impacciato in fase difensiva, le sue sgroppate sulla fascia ricordano la velocità di un cammello nel deserto. Siamo stati troppo brutali? Passi il non attaccarsi alla maglia come ha fatto più volte, ma che arrivi a prendersela addirittura con un ragazzino della Primavera dopo un fallo subito no, non può passare inosservato. Caro Comotto, ritenti sarà più fortunato: ma non a Cesena.

Lauro 5,5: Si è vero, gli anni avanzano, le gambe non vanno più come prima. C'è chi quest'anno gli ha urlato di tutto, di ritirarsi, di smetterla, magari dopo le espulsioni rimediate. Ma in mezzo ai tanti menefrighisti della maglia, lui ha sempre dato l'anima per la causa, arrendendosi solo quando l'evidenza aveva il sopravvento. Siamo sicuri che tutti rivorrebbero la sua faccia nelle figurine della squadra la prossima stagione, anche con un altro anno in più.

Moras 6: Il greco doveva arrivare un po' come rincalzo per Von Bergen e Rodriguez, mentre la folla chiamava a gran voce una punta. Si è dimostrato uno dei pochi acquisti azzeccati durante la stagione invece, con tante buone prestazioni. Se ci mettiamo anche la sua voglia di rimanere in B, è da eleggere a santo, in cadetteria chi passa con uno così dietro?

Pudil 5: Aveva illuso tutti con un paio di buone partite. Poi sparisce nel vortice dell'infermeria bianconera che misteriosamente inghiottisce anche lui. Difficile che venga ricordato a lungo, vedi anche l'erroraccio di Verona, che sancisce in pratica la retrocessione.

Rodriguez 6: L'uruguaiano che ricorda una sorta di cattivone dei film è stato comunque, nella mala sorte, indispensabile in molte occasioni. Arcigno, roccioso e mai domo ha fatto breccia nel cuore dei tifosi bianconeri, che comunque lo reputano come uno dei pochi "salvabili" della stagione.

M.Rossi 2: L'emblema di questa sciagurata stagione. Che sia anche sfigato, possiamo concederglielo. Ma non è possibile che si possa trovare sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Vedi il calcioscommesse. Vedi l'autogol all'Atalanta. No, ce ne ha messo anche di suo il ragazzo a cui piace collezionare retrocessioni al limite del ridicolo, come l'anno scorso. Potrebbe vincere l'Oscar se facesse cinema, quello comico. Errori elementari, fase difensiva che neanche un ragazzino dei pulcini farebbe peggio. In tutto questo deve ringraziare i tifosi romagnoli: dopo quest'anno, sai quanti pugni gli sarebbero arrivati, vedi Bari.

Von Bergen 6: Vorremmo rimandarlo a settembre, ma lo svizzero ha già le valige pronte, destinazione Genoa. Quest'anno non ha giocato ai livelli della passata stagione, ma è stato comunque fondamentale. La retrocessione è coincisa nel periodo in cui lui era infortunato: sarà anche solo un caso, ma quanto ci mancherà..

Santana 7: E pensare che al suo posto in estate gli venne preferito uno svogliato Candreva. L'argentino ha fatto innamorare tutti, non solo per la sua smisurata tecnica e forza in campo, ma per il suo ardore e per la sua voglia di non mollare mai, anche a giochi già fatti. Ubriacante nell'uno contro uno, pronto in zona gol, merita la lode per l'impegno che ha messo in ogni gara. Da lacrime agli occhi vederlo perdere palla, nell'ultima partita con la Roma, e rincorrere per 30 metri l'avversario fino a riconquistarla. Ah, se restasse..

Colucci 5: Vistoso calo rispetto all'anno passato. Il capitano è parso in tutte le sue apparizioni fuori forma, senza lo spirito che dovrebbe contraddire chi porta quella fascia. Lento e impacciato in alcune circostanze, nonostante la sua classe ha fatto mancare la sua fondamentale presenza ad un reparto che ha sofferto tanto la latitanza, oltre che sua, di Parolo.

Djokovic 5,5: Ragazzino tirato fuori nei momenti difficili, ha risposto in parte, alternando buone prove ad altre in cui è risultato appannato. Uno dei punti da cui comunque ripartire dalla cadetteria.

Guana 7,5: Mezzo voto in più di Santana perchè ha tenuto duro per tutta la stagione. Arrivato in estate per fare la riserva dei vari Candreva, Parolo e Colucci alla fine si è dimostrato elemento indispensabile, scalzando le gerarchie e risultando il migliore del reparto. Corre come un forsennato in ogni partita, senza mai risparmiarsi e facendosi vedere anche in avanti. Una presenza inossidabile in mezzo al campo, ci ha ricordato con la sua pelata un certo Manolo Pestrin, un altro che mordeva le gambe di tutti gli avversari. La speranza è che voglia continuare la sua avventura in Romagna, uno così calza a pennello con lo spirito del Manuzzi.

Martinez 3: Il "Malaka" doveva arrivare come sostituto di Giaccherini sulla fascia. E' arrivato si, ma giusto in infermeria. E ci è restato per quasi tutta la stagione, a tal punto che qualcuno si è preoccupato chiamando la troupe di "chi l'ha visto?" Poche presenze, qualche scampolo di partita, giusto per confermare la sua inutilità al progetto: apparso in una forma più da golfista che da calciatore, ha fatto danni anche le poche volte che era in campo: il gol mangiato allo scadere con l'Atalanta ne è la conferma.

Martinho 6: Il brasiliano voluto da Giampaolo si è svegliato giusto quando se ne è andato il tecnico ex Catania: Arrigoni e Beretta a forza di urli lo hanno svegliato, e quando ne aveva voglia ha fatto vedere anche buone cose.

Parolo 5: Una delle delusioni più grandi. Da possibile papabile per l'Europeo e trascinatore della passata salvezza a giocatore finito nel dimenticatoio e incolore. Tutto questo causa le scarse prove offerte in stagione, con un netto calo fisico e qualitativo. Nonostante ciò rimarrà nel cuore dei tifosi romagnoli per un'altra delle sue perle, l'ultima, in casa del Bologna.

Del Nero 6: Il suo scambio con Candreva ha fatto gridare allo scandalo. Eppure l'ex Brescia, nonostante in quasi quattro anni non avesse mai giocato 90 minuti, ha dimostrato di valere la serie A e il Cesena, con grinta e buone prove. Nonostante la scarsa condizione che lo ha frenato, ha fatto vedere numeri e tanta qualità. Una sua riconferma non sarebbe davvero male.

T.Arrigoni 6,5: Classe '94, questo ragazzino ha fatto vedere la voglia che aveva di scendere in campo, al contrario di tanti suoi compagni. Senza paura e spavaldo, è una delle poche note positive, farlo crescere bene ora è davvero un dovere.

Iaquinta 5: Doveva essere il bomber della resurrezione, quello che con Mutu pareva voler spaccare il Mondo. Alla fine si è solo spaccato lui, di nuovo, collezionando appena 7 presenze: meno di Ravaglia.

Malonga 4: Non ha più alibi Mimmo. Non bastano 6 mesi in serie B per essere amato per l'eternità. Il francese ha deluso, come al solito, ogni volta che è stato chiamato in campo: l'anno scorso la primavera l'aveva svegliato, quest'anno si è addormentato completamente. Speriamo che si risvegli lontano da Cesena.

Mutu 3,5: Voto emblematico, che rispecchia quanto visto sul campo e fuori. Chi credeva che bastasse solo lui per salvare il Cesena aveva sbagliato i calcoli. Ma pure chi credeva che bastasse solo il Cesena per salvare Mutu ha toppato nettamente. 8 reti sono quasi quanto quelle realizzate negli ultimi due anni di Fiorentina, ma da lui ci si attendeva di più, molto di più. Abulico e troppo spesso fantasma in campo, pare sia stato un vero campione solo fuori dagli spogliatoi..

Rennella 5,5: Titolare nelle ultime apparizioni di campionato, Giampaolo e Arrigoni dubitavano anche della sua esistenza. E' uscito dal guscio facendo vedere buona tecnica ma anche troppi numeri da circo, manco fosse Ibrahimovic. Leggerino, forse troppo, ha comunque provato a fare quello che poteva, buttato in pasto ai centrali avversari come prima punta improvvisata.

Eder, Ghezzal, Candreva 4: Inguardabili. Almeno per quasi tutti i loro mesi in Romagna. Eder è, miracolosamente, resuscitato qualche giornata prima della sua cessione alla Sampdoria. Candreva ha giocato da leone la gara con il Novara(anch'essa vicina alla fine del calciomercato),steccando quasi tutte le altre. Ghezzal..Ghezzal no, è sempre stato inguardabile.

Bogdani 6: Il povero Erjon, decisivo a suo modo l'anno scorso con 8 centri, è stato sacrificato per far spazio a Iaquinta. Alla fine l'albanese, che ha comunque conquistato due rigori con Chievo e Genoa in maglia romagnola, si è vendicato, segnando da buon ex e mettendo a referto altre tre reti in campionato. Chapeau Campedelli..

 

Giampaolo 3: Probabilmente aveva bisogno di un buon oculista per scambiare il Cesena con il Barcellona e Ghezzal per Messi. Squadra oscena e morale ai minimi storici, si consiglia al buon Marco una visita a Lourdes più che da Guardiola..

Arrigoni 6: Se la squadra non l'avesse abbandonato in quel tragico secondo tempo di Lazio-Cesena magari saremmo qui a parlare di un'altra storia. Fatto sta che il tecnico romagnolo aveva risollevato il Cesena a forza di urla e metodi capelliani, riuscendo ad accendere una flebile fiammella di speranza salvezza. Fiammella che si spense definitivamente con il Milan, ma con l'onore di lasciare senza avere niente in cambio. Da vero

Beretta 5: Zero vittorie come Giampaolo, almeno ha il merito di concludere il campionato dignitosamente, evitando di fare (tranne in alcuni casi..) pessime figure.