Perché Sanremo è Sanremo. Perché Cesena è Cesena

Mister Toscano, in attesa di poter festeggiare la promozione in Serie B, non si è ancora stancato di collezionare record su record. Ed allora ecco che scatta subito il paragone con…
14.02.2024 10:35 di Flavio Bertozzi   vedi letture
Perché Sanremo è Sanremo. Perché Cesena è Cesena

Ricapitoliamo. Sessantacinque punti raccolti sui settantotto a disposizione. Venti vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta (peraltro rimediata quando i Ricchi e Poveri cantavano ancora in quattro). Cinquantacinque gol fatti. Appena tredici reti incassate (Pisseri non prende gol da 758 minuti: battuto il record di Annibale in Serie C che resisteva da 58 anni). Quindici punti di vantaggio sulla seconda in classifica (aspettando di vedere cosa combina oggi all’orario dell’aperitivo la Torres a Lucca…). Una striscia ancora aperta di venticinque risultati utili consecutivi (demolito il precedente record bianconero ‘targato’ Corrado Benedetti del 1997/98). E tutto questo nonostante diverse direzioni arbitrali più abominevoli persino delle canzoni del tandem Renga-Nek. O di Geolier. DI GEOLIER. E pensare che in giro c’è ancora qualcuno che pensa che il Cesena sia ancora avvicinabile. Che Prestia & Friends possano prima o poi crollare. Che il campionato, con ancora 12 partite da giocare, sia ancora aperto. Balle. Cazzate. Il campionato è già chiuso. Da un pezzo. Troppo forte questo Cesena che gioca (anche) a memoria. Troppo forte. Dal punto di vista tecnico, tattico, atletico e mentale. Soprattutto mentale. La camaleontica band bianconera (a volte bellissima e straripante, a volte cinica e spietata, a volte – vedi ieri sera con l’Arezzo – pure aiutata dalla fortuna) ha più qualità di tutti. Più soluzioni. Più esperienza. Più freschezza. Più sana cattiveria. Più cazzimma. Ed è allenata dall’allenatore più preparato del girone. Forse dell’intera Serie C. DELL’INTERA SERIE C. Ecco, Toscano. Il suo percorso a Cesena mi ricorda un po’ quello fatto da Amadeus a Sanremo. È partito a fari spenti. Ha commesso qualche (grave) peccato di - chiamiamola così - gioventù. Poi però, una volta scaldato il motore, ha collezionato record su record. Record che, in futuro, ben difficilmente saranno battuti. Poi vabbè: Amadeus la sua ultima succosa vittoria (74% di share raccolto nell’ultima serata del Festival)  l’ha già portata ampiamente a casa, Toscano invece per festeggiare il suo primo trionfo in riva al Savio dovrà aspettare ancora qualche settimana. Poi vabbè: Amadeus ha già detto addio (o arrivederci?) al Festival mentre Toscano la prossima stagione – salvo terremoti – guiderà ancora il Cavalluccio. Non stiamo però a fare sempre i pignoli. Perché Sanremo è Sanremo. Perché Cesena è Cesena.


PS 1: Quelli che… ieri sera – sempre per rimanere in tema Festival – Cesena-Arezzo è stata davvero la cumbia della noia
PS 2: Quelli che… meglio vincere annoiandosi che perdere divertendosi. Per chiarimenti citofonare (anche) a Casa Zeman