PATACCA, SANGIOVESE E MOJITO

Quando si parla di ‘piccoli’ George Best in salsa romagnola non si può non partire da Mariani, Petrini e Mutu. Ma la lista (quasi) segreta di impenitenti in bianco e nero è lunga…
02.03.2022 18:55 di Flavio Bertozzi   vedi letture
PATACCA, SANGIOVESE E MOJITO

Penso a un fenomeno mondiale della pedata diviso tra genio e sregolatezza. E, la mia mente, vola subito a George Best. Che, tra gli anni sessanta e settanta, rovinò il suo talento fra alcool, auto di grossa cilindrata e donne.  Oppure penso a Diego Armando Maradona, vero re dell’eccesso a 360 gradi.

REGGISENI – Pibe de oro a parte, anche l’Italia ha visto esibirsi tanti geni ribelli della pedata. Vedi l’ex laziale - ed ex naufrago sull’Isola dei Famosi - Paul Gascoigne, uno che il gomito lo alzava spesso. O l’ex Vicenza Ezio Vendrame, uno che si divideva fra birre e reggiseni slacciati e poi – solo nei ritagli di tempo – giocava a pallone. A Cesena sono finiti più volte in fuorigioco anche Giorgio Mariani e Carlo Petrini: la talentuosa ala emiliana (che ha fatto parte anche di quello strepitoso Cesena che nel 1976 riuscì a meritarsi il pass per la Coppa Uefa) e l’istrionico attaccante toscano (che in Riva al Savio si è esibito tra i cadetti nella seconda metà degli settanta), più che alla domenica sui terreni di gioco, andavano forte - si dice - nei turni infrasettimanali notturni giocati lontano dalla Fiorita.

TERRE ALTE – Nella penultima comparsata in serie A del Cavalluccio un altro angelo maledetto ha fatto poi tappa a Cesena: Adrian Mutu. Se nel 2012 quel Cesena stellare è precipitato in serie B, la colpa non fu certo solo dell’esperto fantasista rumeno, che comunque in quella tribolata stagione riuscì a mettere a segno 8 gol. Però è chiaro che il Fenomeno di Pitesti, sbarcato in Romagna con un pedigree extra-calcistico già di tutto rispetto, a Cesena - ma pure alle Terre Alte - non ha condotto propriamente una vita da frate francescano. Per maggiori dettagli chiedere al suo vecchio trainer Daniele Arrigoni (“Adrian si presentò due volte a Villa Silvia in condizioni pietose. Fui costretto a rispedirlo a casa…”) o al suo vecchio presidente Igor Campedelli (“Mutu era un campione, ma in Romagna non ha certo fatto il professionista a 360 gradi…”).

GATTEO MARE – Sudatissimi allenatori (toscani) beccati all’Energy di Cesenatico alle quattro del mattino, accaldatissimi centrocampisti (umbri) pizzicati in tempo di ritiro sull’Appennino con le mani nella – ehm ehm – marmellata, viziatissimi attaccanti (di colore) abili sulle palle alte ma soprattutto su quelle… basse, poliedrici difensori (romagnolissimi) interessati più al tandem italo-cubano Patacca-Mojito che alla triade offensiva regina del campionato cadetto, arrapatissimi difensori centrali stranieri (scarsi) amanti del bondage più estremo ‘targato’ Gatteo Mare: anche la storia del Cesena è piena di geni (o ciofeche) che sono finiti al centro di scandali. Scandali che, ormai, paiono sempre più ricordi lontani. Lontanissimi. Cartoline ingiallite dal tempo.

DA NERI – Sì, perché i bianconeri di oggi, praticamente sono tutti ragazzi… casa, campo e chiesa. Le vite notturne di Bortolussi & Company? Non fanno certo rima con Sex, Drugs and Rock & Roll. Ma, al massimo, con Citrosodina, Camomilla e reflusso gastroesofageo. Altroché escort, droghe, risse e serate brave in discoteca. Qui a Cesena, al massimo, adesso puoi beccare un Candela che non si sanifica le mani come da protocollo sanitario. Un Viali che frequenta clandestinamente qualche corso sulle Palle Inattive tenuto da Giancarlo Magrini. Un Pierini che si mangia sei nidi di rondine al Ristorante Neri la sera prima della partita. Che noia. Che barba. Che barba. Che noia. Aridatece Mutu & Company! Vi prego. Vi scongiuro.


PS: Quelli che… a me MI piace(va) la Patacca, quella vigliacca