Lettera all'(ex) presidente

11.11.2020 23:52 di Stefano Severi   Vedi letture
Lettera all'(ex) presidente

1. Caro (ex) presidente, lo sa vero che oggi il Cesena ha giocato e vinto a Pesaro? Non ce la stiamo passando benissimo, siamo incagliati da oltre un anno nelle terre di mezzo della Serie C, ma siamo ancora qua: altro che “vuoto cosmico”.

2. La seguiamo sempre con attenzione attraverso i canali social, Facebook e Instagram, attraverso i quali promuove un brand di abbigliamento per la caccia e dispensa buoni consigli come Gesù nel tempio. Abbiamo apprezzato anche la sua onestà – finalmente – nell’ammettere la passione per il Milan, nel guardare la partita all’Orogel Stadium solo quando gioca la Juve (contro lo Spezia) e di simpatizzare per il Bologna.

3. Non è ironico, caro ex presidente? Se c’è una cosa che i veri tifosi del Cesena odiano più del Bologna – in senso sportivo, sia chiaro – quella è il tradimento della passione e dei sacrifici che tutti quanti compiono per seguire (ahimè in tempi pre Covid) la nazionale di Romagna.

4. Lo sa, caro (per fortuna ex) presidente che molti tifosi, quando ancora si poteva andare in trasferta, esaurivano quasi tutti i giorni di ferie per sobbarcarsi km inseguendo una passione e, al contempo, spendendo così buona parte dei propri risparmi? Sia chiaro: tutti tifosi che si sono sempre pagati da soli benzina e autostrada, naturalmente Iva compresa, senza lasciare scoperti e senza prestanome per coprire i debiti. Ammirevoli, vero?

5. Si tratta di tifosi che da soli si sono fatti, cuciti e ricamati le bandiere. Oppure le hanno prese magari da Adria Bandiere – azienda di qualità e vanto del territorio – pagandole regolarmente. Senza lamentarsi degli scontrini emessi a loro carico: i tifosi, si sa, son gente davvero strana.

6. Perché le racconto tutto questo, caro (Dio sia ringraziato ormai remoto ex) presidente? Semplicemente perché noi siamo felici per una vittoria a Pesaro, capisce? Perché finalmente abbiamo un bomber – Bortolussi, magari era già nel radar dei suoi tecnici qualche anno fa – in testa alla classifica cannonieri e perché la prossima la giocheremo col Ravenna.

7. Non si tratta piccole cose, per un tifoso vero. Si tratta di sofferenze, di gioie e di passioni. Pensi che qua si litiga sul voto a Capellini, sull’uso della zona sui calci d’angolo avversari e sulla possibile esplosione di Russini. È la nostra vita, non è semplice, magari a volte non è nemmeno così bella, ma è decisamente piena di dignità.

8. Un tifoso del Cesena, uno di quelli che è passato attraverso il fallimento del 2018, oggi può camminare a testa alta anche dopo una sconfitta per 4-0 in casa col Fano o dopo un inguardabile pareggio con la Fermana. Girare a testa alta per la propria città, senza avere nulla da temere, nascondere o recriminare, non pensa sia una bellissima sensazione?

9. Certo, tutti noi, giornalisti e tifosi, abbiamo commesso errori prefallimento. Avremmo dovuto vigilare di più, avremmo dovuto protestare di più, avremmo dovuto denunciare di più, ma non l’abbiamo fatto. Per questo oggi ci chiediamo: siamo migliori di quello che eravamo nel 2018? Siamo migliori di quelli che critichiamo per averci portato al fallimento nel 2018?

10. La chiudo qua, carissimo (per nulla rimpianto ex) presidente: domani a Bologna inizia il processo civile chiamato a far luce sulle cause, e soprattutto sulle responsabilità, del fallimento dell’AC Cesena. Difficilmente si arriverà a sentenza o, ancora meglio, difficilmente i reati eviteranno la prescrizione e soprattutto tutto questo non ci restituirà il nostro amato AC Cesena. Noi attendiamo solo che la storia faccia il suo corso e certifichi, ad anni e lustri di distanza, chi meriterà di girare ancora a testa alta per le vie della nostra bellissima città e chi no.