Diamanti tranquillo, ma va più di bastone che di carota: “Non possiamo regalare ritmo e intensità”

Il tecnico del Cavalluccio redarguisce i suoi dopo la pesante sconfitta del Mapei contro il Sassuolo. Un esordio decisamente da dimenticare.
17.08.2026 22:05 di  Redazione TUTTOCesena   vedi letture
Diamanti tranquillo, ma va più di bastone che di carota: “Non possiamo regalare ritmo e intensità”
© foto di Cesena FC

L’esordio ufficiale nelle competizioni professionistiche italiane, nelle vesti di allenatore, è da dimenticare per Alessandro Diamanti. Una sconfitta che ribadisce come anche il calcio lento e compassato nell’asfissiante caldo di agosto è di gran lunga ben diverso dalle serie semiprofessionistiche australiane. Trovare qualcosa di costruttivo infatti nel ko rimediato dal Cesena sul campo di Reggio Emilia, al cospetto di un Sassuolo in totale emergenza difensiva, non costituisce un compito agevole. Il fu fantasista Alino, oggi tecnico imberbe, durante l’incontro con i giornalisti nel dopo gara, commenta portando argomenti severi ma con toni pacati, mantenendo la serenità. “Cosa salvo oggi? Non certo i primi venti minuti. Non so perché ma siamo entrati tessimi, come un pugile alle corde. In aggiunta si giocava contro una squadra tecnicamente più forte, e quando ti risvegli dal torpore sta già 2-0 per gli altri. Non ti puoi permettere di regalare l’avvio agli avversari, a maggior ragione se sono tecnicamente di un altro livello rispetto a te”.
In seguito, qualche aspetto positivo da conservare si è palesato. “Passato il primo quarto di gioco, ci siamo sciolti ed abbiamo iniziato ad affacciarci nell’altra metà campo. In particolar modo ad inizio ripresa abbiamo avuto alcune buone occasioni. Se avessimo fatto un gol magari la partita, malgrado tutto, sarebbe potuta diventare anche un po’ più ‘carina’. Poi ci sta: sei sotto 2-0, giochi contro il Sassuolo, loro ripartono e ti fanno male e ti segnano ancora. Noi siamo consapevoli del fatto che dobbiamo partire fortissimo ed arrivare altrettanto forte fino al novantacinquesimo. Non possiamo regalare ritmo e intensità a nessuno, altrimenti va male”.