La Lanterna #3 | Libero dialogo

La squadra di Viali appare proprio per quello che è: una squadra!
09.10.2020 18:30 di Bruno Rosati   Vedi letture
La Lanterna #3 | Libero dialogo

Un gol e un autogol nella porta sotto al settore ospiti dello stadio Renato Curi. La serata agrodolce vissuta da Jacopo Murano non rappresenta una prima volta assoluta nelle sfide in Umbria fra Perugia e Cesena. Nel gennaio 2017 era accaduta la stessa cosa a Moussa Koné. L’ivoriano però vestiva la maglia bianconera ed aveva fatto le cose nell’ordine inverso rispetto all’attaccante potentino: prima una zuccata del tutto fuori misura ad infilare la propria porta, nella ripresa invece con un destro rasoterra aveva battuto Brignoli, segnando la rete del momentaneo 2 a 2.
Le analogie con quella gara, al di là del 3 a 3 finale, sono molteplici: dagli allenatori, Bucchi e Camplone, che da giocatori avevano vestito la maglia della compagine avversaria, proprio come Caserta e Viali, ai tanti svarioni difensivi su entrambi i fronti che hanno dato vita ad un match vivace.
Lo squillo del centrocampista era stato un piacevole intermezzo fra le reti siglate da Ciano e Cocco. Una coppia di attaccanti che ha ben figurato nei pochi mesi giocati assieme. Con le dovute proporzioni, questo è il tipo di feeling con cui dovranno interagire Caturano e Bortolussi. Le caratteristiche dei due si avvicinano maggiormente ad un’altra coppia d’assi bianconeri come Succi e Granoche. Spetta a loro imparare a trovarsi fra le linee, a dialogare nello stretto, dando vita ad un’intesa che sappia esaltare tutti gli undici in campo.

“Libero dialogo fra due ragazzi che si aprono / e che senza far fatica si capiscono / meglio di chiunque altro io e te”.
In questo senso possiamo guardare al domani con discreto ottimismo perché la ripresa di Perugia ha dato segnali incoraggianti. Merito del gioco essenziale imbastito da Viali, più propenso a badare al sodo tralasciando l’estetica: scarico di Petermann su uno dei due centrali di difesa, pallone giocato centralmente per l’attaccante che viene incontro e spizzata di testa per l’altra punta che attacca la profondità. Tanto basta a rompere l’equilibrio nella disposizione tattica di una contendente che gioca a viso aperto.

Si potrebbe obiettare che entrambe le realizzazioni del Cavalluccio siano nate da madornali errori commessi dal Grifo. Se ciò appare inoppugnabile, è altresì vero che il Cesena ha sfiorato la terza rete più di quanto Melchiorri e company siano andati vicini al pareggio. Una vittoria convincente e a tratti sorprendente. Un po’ per la partenza con il freno a mano tirato dei bianconeri in questa nuova stagione. Ma soprattutto perché durante l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle non erano mai arrivati i tre punti in casa di un avversario blasonato. Lentamente il popolo bianconero si stava assuefacendo a questo appiattimento verso la mediocrità. Confidiamo in questo successo, affinché possa dare il via ad una significativa inversione di tendenza.
“Non si può sempre stare ad aspettar che cambi / perché il futuro ormai ci è passato già davanti”.