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1. Per circa 85 minuti è stato lecito pensare che la partita fosse la cosa più triste della giornata, persino più dello speaker che legge la formazione del Cesena e mette Romagna Capitale con la Curva Mare e, di rimando, tutto lo stadio, in silenzio.
2. Poi, insomma, va bene esagerare, ma ad ogni cosa c’è un limite, e ci ha pensato il numero 4 del Cesena a rimettere la Chiesa al centro del villaggio (senza spaccare alcuna vetrina) con il suo colpo di testa da tre punti e a mandarci alla sosta con un sorriso persistente a cui non eravamo più abituati.
3. E quel gol di Gelli, lo scopriremo nei prossimi giorni, è stato davvero fondamentale, tanto quanto il salvataggio sulla linea di Frabotta, uno che nelle scorse partite ha spesso giocato male ma non ha mai mollato. Ed è giusto che si prenda oggi la luce dei riflettori.
4. Perché è stato così importante? Semplice, perché in queste due settimane si dovrà parlare molto di societario, di stipendi, di futuro e, anche se a qualche imbolsito podcaster la cosa non piace, anche di pegni e riscatti.
5. Riepilogo delle puntate precedenti: in assenza di nuovi apporti economici, il Cesena farebbe molta fatica (mi sia consentito l’eufemismo) a garantire il regolare svolgimento della stagione sportiva.
6. Per questo (o meglio, anche per questo) è stato messo Melby presidente pro-tempore, senza potere di spesa extra, per dargli la possibilità, con tale titolo, di raccogliere fondi utili al Cesena FC.
7. E se Melby non dovesse raccogliere fondi sufficienti? Si passerebbe al piano B: Aiello torna presidente, al più tardi a gennaio, e verrebbe monetizzata la risorsa principale rimasta in riva al Savio dopo la partenza di Berti, ovvero Cristian Sphendi.
8. Il piano di Aiello, naturalmente, sarebbe quello di monetizzare Cristian a gennaio e lasciarlo effettivamente partire solo a giugno, anche se non sarà facile. Resta comunque l’altro nodo: Sphendi al momento è l’ossigeno puro del Cesena. Senza di lui si rischia l’asfissia.
9. Ecco che l’ultima soluzione rimasta sarebbe quella della ricerca di nuovi soci. Del resto, l’assetto societario del Cesena FC con gli americani è sempre stato in continua evoluzione. Ma con un caveat gigantesco: le quote bianconere sono interamente date in pegno a Fasanara e ogni nuovo ingresso nel Cesena FC (cioè non in JRL) deve per forza coinvolgere Fasanara stesso.
10. Chiudiamo quindi il cerchio: senza quel gol di Gelli il Cesena sarebbe stato messo molto, ma molto, peggio. E sarebbe stato molto, ma molto, meno appetibile. Stasera, invece, siamo ancora vivi, per quanto ipotecati.
