Sfida tra difese ballerine: al Catanzaro serve bottino pieno

I giallorossi hanno, numeri alla mano, la peggior retroguardia di tutta la cadetteria. Il Cesena invece prende gol in ogni partita.
07.11.2026 06:00 di  Cristiano Comelli   vedi letture
Sfida tra difese ballerine: al Catanzaro serve bottino pieno
© foto di US Catanzaro 1929

Dodici punti e il dodicesimo posto l’una, la metà e l’ultima piazza l’altra. Cesena e Catanzaro si affrontano oggi all’Orogel Stadium Dino Manuzzi con situazioni di classifica ben diverse. I calabresi stanno disputando un campionato versione horror chiudendo la porta della classifica e avendo al loro attivo sinora soltanto una vittoria in casa con la Carrarese, tre poste piene e ben sei sconfitte. I giallorossi hanno il peggior reparto arretrato della cadetteria con ventidue reti al passivo che sono esattamente la metà di quanto sono riusciti a spingere nelle porte avversarie. A cercare di risollevarne le sorti è stato chiamato peraltro una vecchia conoscenza cesenate, Michele Mignani che ha sostituito lo scorso 25 ottobre l’esonerato tecnico ex Pescara Giorgio Gorgone dopo il netto 1-6 subito dalla squadra in casa contro l’Ascoli. Ambedue, quindi, per diverse ragioni, puntano alla posta piena. Il Cesena per provare a consolidare la propria classifica, il Catanzaro per cercare di disegnare uno scenario di possibile tranquillità che al momento sembra parecchio lontano.

COME ARRIVANO LE DUE FORMAZIONI
Il Cesena ha pareggiato l’ultima gara al Druso con l’ambizioso Südtirol dopo avere piegato l’Empoli in casa nell’ultimo impegno casalingo, i giallorossi vengono da due segni ics con Benevento e Padova.

COME È CAMBIATO IL CATANZARO
Il Catanzaro ha una rosa del valore di circa ventidue milioni e, rispetto allo scorso campionato, ha cambiato ventitré giocatori. Sul fronte portieri non si sono registrate novità di rilievo, la squadra ha quindi puntato ancora sull’esperto Mirko Pigliacelli e sui suoi omologhi di ruolo Christian Marietta ed Edoardo Borrelli.
Nel reparto difensivo si registrano invece nuovi innesti: dal Bari è giunto il terzino sinistro Mehdi Dorval, dalla Carrarese il difensore centrale Marco Imperiale. Con lo stesso ruolo sono arrivati Niccolò Postiglione dal Pineto e Marco Ruggero dallo Spezia. Dal Tigullio proviene anche il terzino destro Antonio Candela. Per quanto concerne il pacchetto di centrocampo, dall’Enna è arrivato Franky Tchaouna, dall’Atalanta Under 23 Samuel Giovane. Sul fronte d’attacco, la punta centrale Emanuele Pecorino proviene dalla Juventus Next Generation, il trequartista Nicola Mosti dalla Juve Stabia, la punta centrale Franck Tchaouna dall’Enna. L’ala destra Alejo Garnica nel Nardò. Del Monza Under 20 era la seconda punta Francesco Reita, dall’Udinese è invece giunto l’esperto trequartista Simone Pafundi. Altri due trequartisti, Federico Cassa e Andrej Pogacar, provengono rispettivamente da Bologna e Radomije. Ex Monza è la punta centrale Salomon Loubao, ex Mantova la seconda punta Nicolò Buso. Per fine prestito sono ritornati alla base la punta centrale Gabriel Arditi e l’ala destra Simone Ardizzone.
Sul fronte cessioni, il trequartista Mattia Liberali è entrato a far parte del Como di Cesc Fabregas, Filippo Pittarello è finito al Pisa e Simone Pontisso alla Cremonese. Costantino Favasuli è passato al Napoli e Marco Pompetti al Padova. Remi Oudin si è accasato ai ciprioti dell’Ael Limassol e Giovanni Volpe al Cerignola. Il Vicenza è stato la destinazione di Nicolò Brighenti, il Saluzzo di Umberto Morleo. Goncalo Estreves è andato alla Carrarese, Ervin Bashi al Crotone. Sayha Seha è finito sottocontratto con il Perugia, Andrea Oliviero con il Picerno. Lorenzo Madia è finito alla Reggina, Mario Paura si è svincolato. Per fine prestito sono tornati ai rispettivi club d’appartenenza Alphadjo Cissè, Fabio Rispoli, Fellipe Jack, Tommaso Cassandro, Patrick Nuamah, Federico Di Francesco e Davide Buglio.

I PRECEDENTI E ALCUNE SFIDE SIGNIFICATIVE
Cesena e Catanzaro si sono affrontate trentaquattro volte con un bilancio di dodici vittorie bianconere, nove pareggi e tredici acuti dei calabresi. La prima doppia sfida risale al campionato di serie B 1968-69, all’andata il Catanzaro vinse a Cesena per 1-0 e al ritorno finì a reti bianche. La prima vittoria cesenate in casa è nella stagione 1969-70, sempre in cadetteria, con il punteggio di 2-0 che si sarebbe poi ripetuto nell’edizione 1973-74 della Coppa Italia in cui le due compagini si fronteggiarono per la prima volta nella competizione. Del 1976-77 è invece il primo duplice incontro in serie A, all’andata il Cesena vinse in casa per 1-0 e al ritorno il Catanzaro si rifece imponendosi in favore di pubblico per 4-2. Nell’andata del 1977-78 in serie B i calabresi vinsero in Romagna per 1-0. Memorabile resta per i colori cesenati il 4-1 colto in casa in massima serie nel 1981-82. Nel 2024-25 i due sodalizi incrociarono le lame per tre volte, due nella stagione regolare con un acuto cesenate all’andata per 2-0 in casa e uno catanzarese per 4-2 al ritorno e una nella sfida play-off al Ceravolo finita 1-0 per i padroni di casa. Lo scorso campionato il Catanzaro ha vinto all’andata per 2-0 sul campo amico e il Cesena si è preso la rivincita al ritorno all’Orogel Stadium – Dino Manuzzi per 3-1.

TAPPE SALIENTI NELLA STORIA DEL CATANZARO
Il Catanzaro nasce nel 1927 e ha la sua prima esperienza significativa nel 1935-36 con la promozione in serie B dove rimane però per una sola stagione. Nel 1945-46 riottiene d’ufficio la promozione in cadetteria ma anche in quel caso vi dimora una stagione soltanto. Nel 1970-71 arriva terzo nel campionato cadetto e ottiene per la prima volta la promozione in massima serie dove però arriva quattordicesimo retrocedendo. Ritrova la A nel 1975-76 ottenendo il secondo posto in cadetteria ma, anche in quel caso, non riesce a mettere solide radici. Nel 1978-79 ottiene il nono posto in serie A e raggiunge le semifinali di Coppa Italia. Ad allenare quella squadra è Carlo Mazzone e della rosa fanno parte nomi altisonanti come Claudio Ranieri che diverrà poi un apprezzato a blasonato allenatore, il portiere Massimo Mattolini, Maurizio Turone, poi divenuto colonna della Roma e Massimo Palanca, passato poi al Napoli. Nel 1981-82, in massima serie, ottiene uno storico settimo posto con Bruno Pace in panchina, Claudio Ranieri capitano e con una rosa comprendente, tra gli altri, Franco Peccenini, Costanzo Celestini, Edi Bivi, Antonio Sabato il rumeno Viorel Nastase. Nel 1982-83 retrocede in serie B e la stagione seguente addirittura in C1, riconquistando però subito la cadetteria. Ridiscende però poi in serie C sino a precipitare in C2 nel 1996-97. Nel 2003-04 riapproda in serie B ma due stagioni dopo fallisce, ricominciando dalla C2 nel 2007-08. Dopo vari anni in Lega Pro, nel 2022-23 torna in serie B e si aggiudica la Coppa Italia di serie C davanti a Feralpi Salò e Reggiana. Le tre successive stagioni arriva due volte al quinto posto e una volta al sesto approdando sempre in zona play-off.

ALCUNI EX DI ENTRAMBE LE SQUADRE
L’attuale centrocampista del Catanzaro Marco D’Alessandro ha militato nel Cesena tre il 2012 e il 2014 con 71 presenze e cinque reti. Ex di entrambe è il difensore e centrocampista Sergio Zuccheri, al Catanzaro tra 1971 e 1974 con 83 presenze e una rete e in bianconero dal 1974 al 1976 con trentadue discese in campo e un gol. Ex Cesena e Catanzaro è anche il difensore Agatino Cuttone, prima con i calabresi nel 1982-83 con ventuno presenze e un gol, poi in Romagna dal 1983 al 1991 con 207 e cinque. L’attaccante Carlo Petrini fu a Catanzaro tra il 1972 e il 1974 con 71 presenze e 22 reti e a Cesena tra 1977 e 1979 con 50 e dieci. Giuseppe Pippo Marchioro, compianto ex allenatore dei bianconeri che fu per due periodi distinti sulla panchina del Cesena nel primo dei quali condusse i bianconeri alla qualificazione alla Coppa Uefa, fu tra gli altri anche ex giocatore del Catanzaro dal 1964 al 1966 con sessantasei presenze e quattro centri. Al novero degli ex di entrambe si è aggiunto di recente, come detto, Michele Mignani, sulla panchina bianconera sino allo scorso campionato e ora incaricato di cercare di liberare il Catanzaro dalle sabbie mobili dell’ultimo posto.