Gli Americani ‘targati’ Cesena? Di calcio ne capiscono poco. Però…

Lo facciamo un breve rendiconto di questi (quasi) primi cinque anni a stelle e strisce del Cavalluccio?
05.10.2026 12:15 di  Flavio Bertozzi   vedi letture
Gli Americani ‘targati’ Cesena? Di calcio ne capiscono poco. Però…

Gli Americani ‘targati’ Cesena? Di calcio ne capiscono davvero poco, quasi nulla. In questi ultimi cinque anni (scarsi) hanno tafazzianamente gettato nel water una vagonata di soldi. Regalato biennali (e triennali) a cani e porci. Cambiato direttori sportivi (ed allenatori) con la stessa frequenza con cui la mia smutandatissima vicina di casa di chiare origini napoletane cambia i suoi fidanzati. Provato a lanciare l’irricevibile Lewis Junior. Portato in Italia l’impresentabile Cole. Dato lavoro a personaggi che il calcio professionistico lo dovrebbero vedere soltanto in tv o sulle figurine. E in ordine rigorosamente sparso preso per i fondelli (anche) Fusco, diversi baby della cantera bianconera, Pagliuca, quel tale che scrive(va) sul giornale, Minelli, una robusta manciata di (più o meno) vecchie glorie che hanno fatto la storia di questo club, Toscano e pure tutti quei tifosi bianconeri che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che – dopo essere stati costretti a ‘saltare’ l’abbonamento per la stagione 2026-27 – ora sono stati messi in croce dai prezzi dinamici del Manuzzi. Epperò, diamo a Cesare quel che è di Cesare, non è che su John Aiello & Friends si può sparare solo letame. Non sarebbe giusto. Non sarebbe corretto. Anzi, sarebbe a dir poco ingeneroso. A dir poco meschino. A dir poco stupido. Se non altro perché, gli Americani, sono persone perbene. Se non altro perché, trenta mesi fa, gli Americani sono riusciti a riportare il Cesena in Serie B a suon di gol e di record. Se non altro perché gli Americani, sino ad oggi, non hanno mai fatto prendere un solo punto di penalizzazione al Cavalluccio. Se non altro perché gli Americani, dopo aver capito – con colpevole ritardo – che il calcio italiano non è un’equazione perfetta e che per provare ad andare in Serie A serve investire una vagonata di soldi, non hanno (ancora) venduto al primo – ma pure al secondo – rabaziere di turno che nel frattempo ha bussato con insistenza alla porta bianconera. BENE, BRAVI, BIS. Anche se il difficile, mi pare lampante, arriva ora. E il nuovo patron bianconero Mike Melby, questa cosa, la sa bene. Anzi, benissimo. In bocca al lupo. E forza Cesena!