Calano gli abbonati: hai voglia a riprenderli col prezzo dinamico...

In due stagioni il Cesena ha perso 591 abbonati, il 7,5%. E il calo accelera: -2,9% un anno fa, -4,7% quest'estate. Crescono invece i titoli commerciali.
29.09.2026 00:00 di  Gian Piero Travini   vedi letture
Calano gli abbonati: hai voglia a riprenderli col prezzo dinamico...

La campagna abbonamenti del Cesena si è chiusa a 7.298 abbonati, alle quali si aggiungono 810 titoli legati a pacchetti commerciali e sponsor, per un totale di 8.108 tessere.

Il numero preso da solo è robusto, con Cesena 6a dietro a Samp (oltre 20mila), Palermo (oltre 17mila), Verona (13mila), Ascoli (oltre 10mila), Vicenza (oltre 8,6mila). Ma basta mettere in fila le ultime tre stagioni per vedere una tendenza molto meno rassicurante.

Nel 2024-25 gli abbonati erano 8.548 (di cui 7.889 paganti). Nel 2025-26 sono diventati 8.437 (di cui 7.657 paganti; il 2,9% in meno). Quest'anno si è scesi appunto a 7.298: altre 359 tessere perse, -4,7%.
In due stagioni fanno 591 abbonati in meno: -7,5%.
E soprattutto il calo accelera.

Nel frattempo cresce la componente commerciale: 659 titoli corporate nel 2024-25, 780 nel 2025-26, 810 oggi. 

Non è un crollo. Ma ormai non è nemmeno un incidente: è una tendenza.
E intanto il Cesena sceglie il prezzo dinamico.

Il Cesena ha scelto un sistema nel quale più ci si avvicina alla partita e più il biglietto può costare. Uno dei messaggi che forse vuole mandare è che se vieni spesso allo stadio, ti conviene (e molto) abbonarti.

Ma un abbonamento allo stadio non diventa più desiderabile perché rendi più costosa l'alternativa. Non convinci un tifoso a comprare diciannove partite punendolo se decide all'ultimo momento di andare a vederne una, perché costretto da cause di forza maggiore (famiglia, lavoro, imprevisti) o anche solo per scelta, provando oltretutto a blandire gli abbonati con campagne iperamiccanti e ultracelebrative (legittimo), mentre poi crei un divario anche sociale tra loro e lo spettatore non abbonato con il prezzo dinamico.
E soprattutto non puoi pensare che il problema principale sia estrarre qualche euro in più da chi è rimasto.
L'unico risultato che puoi ottenere è spingere ancora più persone ad abbonarsi alle televisioni.

Se il Cesena vuole tornare a far crescere gli abbonamenti, la soluzione è molto meno sofisticata di qualsiasi algoritmo.
Spendere.
Deve costruire squadre più forti, presentare progetti di investimento credibili e alzare le ambizioni, provare a vincere.
A maggio un tifoso deve avere la bava alla bocca per rinnovare perché non vede l'ora che ricominci il campionato.
Che poi, per come vanno le cose, ormai le campagne le lanceranno ad aprile... 

Il Manuzzi non si riempie facendo costare di più il biglietto a chi arriva tardi.
Si riempie con la paura di restare fuori.

E quella paura non la crea il dynamic pricing.
La crea una squadra che vince e che fa sognare.