Diamanti non vuole malumore: “‘Preoccupazione’ e ‘problema’ non sono parole che stanno a casa mia”
Primo stop in campionato per la squadra di mister Diamanti, secondo in assoluto se si conteggia anche la prima gara ufficiale disputata in coppa contro il Sassuolo. Il tecnico dei bianconeri in sala stampa veste i panni del pompiere, cercando di spegnere sul nascere possibili allarmismi e preoccupazioni. “Sappiamo che dobbiamo mettere a posto tante cose, però la partita è stata fatta. Io penso che sia stata una bellissima partita da vedere, da parte di tutte due le squadre, entrambe molto positive e aggressive. Ha avuto la meglio il Benevento, ha sfruttato l’occasione meglio di noi. E niente, ci mette si fa la doccia, ci si mette a posto e si va”.
Una sconfitta molto ingenua, se si pensa per quanto tempo il Cesena abbia tenuto la palla e comandato il gioco. “I primi venticinque minuti prima del gol eravamo in controllo, però bisogna sapere che quando si è in controllo della palla poi bisogna stare attenti alle ripartenze, non dare per scontato che la palla l’abbiamo noi. Infatti, poi abbiamo preso gol su una su una ripartenza e poi la partita lì è cambiata”.
Il tecnico però rigetta in toto il facile alibi della ‘sfortuna’. “Mah, vedi?, è il calcio. Una palla va fuori, una palla dentro. Non è sfortuna, è questo. Bisogna essere lucidi, bisogna calcolare i momenti positivi. Qualche volta si poteva essere più decisivi nei duelli, perché questo era un campo in cui se tu perdi i duelli poi diventa una partita rognosa. Io penso che l’abbiamo fatto ma non come possiamo fare noi, perché il nostro dna devono essere il lavoro sporco e la voglia di di vincere i contrasti. Oggi c’è stato, ma non come come come altri giorni”.
L’allenatore gira attorno all’argomento più scottante ossia se le scelte effettuate all’intervallo che hanno sconfessato quelle antecenti sull’undici iniziale. “L’ho detto in conferenza prima del match: avevo l’imbarazzo della scelta, sono andati tutti bene. Noi pensavamo che Marco Dalla Vecchia avesse struttura per attaccare lo spazio un po’ più dentro, per poi cambiare nel corso della partita. E così è stato. Io penso che sia stata una partita un po’ strana anche da commentare perché abbiamo avuto delle chance, siamo stati in controllo molto. Bisogna mettere a posto delle cose, ma come è normale che sia. Ci dispiace perdere sicuramente, ci dispiace per i nostri tifosi che hanno fatto tantissime ore di strada, sono sempre numerosi: siamo grati di averli con noi”.
Alla fine dei conti, c’è da trarre un particolare insegnamento da questa brusca frenata? Non per Alino… “Usciamo come con una vittoria o come con un pareggio: ci sono tante cose da migliorare, non cambiamo l’umore per i risultati. Mi dispiace, ma a chi piace perdere?, però siamo venuti qua, abbiamo fatto la partita, metteremo a posto due cose e ripartiremo subito. Non è un dramma, è il lavoro da fare. Io so che c’è da lavorare: ‘preoccupazione’ e ‘problema’ non sono parole che stanno a casa mia”.
