ESCLUSIVO Parolo: “CarA PiacenzA, sono già passati 10 anni…”

Anche il centrocampista della Lazio rivive quella famosa domenica del 2010: “Quell’autostrada colorata di bianconero…”. Lauro: “Sembra passata una vita”. Bisoli: “Meglio di Latina!”
27.05.2020 09:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
ESCLUSIVO Parolo: “CarA PiacenzA, sono già passati 10 anni…”

C’era una volta un mondo bellissimo. Un mondo fatto di sudore condiviso. Di abbracci. Di assembramenti bianconeri. Un mondo senza distanziamento sociale. Senza stadi vuoti. Senza bandiere igienizzate. Senza palloni da calcio sanificati. Senza termoscanner agli ingressi degli spogliatoi. Un mondo in cui la Romagna faceva rima con piadina. Con baci alla… piacentina. E non con Amuchina. O con idrossiclorochina, che è pure peggio.

GRANDE ATTESA – Era il 30 maggio 2010. Una vita fa. Forse di più. E il Cesena, grazie a quel famoso 0-1 maturato contro quel Piacenza ‘targato’ Ficcadenti, tornava in serie A dopo quasi 20 anni di digiuno. Quel giorno fu Marco Parolo, al quarto minuto della ripresa, a decidere le sorti del match. Proprio l’attuale centrocampista della Lazio, a (quasi) dieci anni dalla grande FestA del Garilli, ha voluto ricordare in esclusiva per TuttoCesena quella storica giornata. “Mi emoziono sempre a ripensare a quella fantastica domenica. Gol a parte, la prima cosa che mi viene subito in mente è quella nostra spasmodica attesa in mezzo al campo in… attesa del triplice fischio finale di Padova-Brescia (le Rondinelle, con quell’inatteso ko maturato all’Euganeo, diedero il via libera alla promozione del Cavalluccio, ndr). E poi, ovviamente, c’è tutto il resto: la gioia dei nostri splendidi tifosi al Garilli, il tratto autostradale Piacenza-Cesena tutto colorato di bianco e nero, il nostro arrivo in pullman in città, il Manuzzi pieno di gente. Un’atmosfera unica, incredibile. Un giorno a dir poco indimenticabile. Che va ricordato a dovere…”.

IN SALSA… LATINA - In campo, quel giorno nel forno del Garilli, c’era anche il granitico Maurizio Lauro. Un altro ex bianconero che, di trionfi in salsa bianconera, se ne intende. “Sono passati solo 10 anni da quella promozione – racconta l’ex Muro di Ischia – ma, a dire la verità, a me di anni ne sembrano passati almeno il doppio. Se non il triplo. Quella domenica mi sembra così lontana. Lontanissima. Non ho però nessun dubbio: in carriera non ho mai vissuto una gioia così grande. Così vera. Così intensa. In carriera, anche in serie A, mi sono tolto delle grandi soddisfazioni. Ma Piacenza resta Piacenza. Per una vagonata di motivi…”. Piacenza è Piacenza: lo dice anche il mitico Pierpaolo Bisoli. “A Cesena ho vinto tanto – ci racconta il trainer più vincente di sempre della lunga storia bianconera – ma la promozione arpionata nel 2010 al Garilli resta sicuramente la più bella di tutte. Anche di quella conquistata a Latina. Nel giugno del 2014, infatti, arrivai a quella finale di ritorno play-off letteralmente stremato. Molto stressato. Quella sera al Francioni non riuscii a godermi appieno quel  trionfo. A Piacenza invece ho festeggiato di brutto…”.

FESTA… BAGNATA – Niente Amuchina però. Quel giorno, Bisoli e i suoi ragazzi, festeggiarono la A ‘solo’ a champagne. Bei tempi, quelli. Tempi in cui il Dom Pérignon costava più dell’Amuchina. Tempi che – sigh – non torneranno più. E non soltanto perché ai quei tempi, invece che di Giuseppe Conte e di Antonio Conte, si parlava ‘solo’ del ‘vero’ Conte. Del Conte di Bollate.