La Lanterna #7 | Orrore in Emilia

È un clima da film horror quello in cui sono precipitati loro malgrado i bianconeri.
26.10.2020 17:30 di Bruno Rosati   Vedi letture
© foto di Luigi Rega
La Lanterna #7 | Orrore in Emilia

«Nancy, stai male! Qualche volta vivi in un mondo immaginario. Ti sentirai meglio dopo un buon sonno! Non pensarci più, ascoltami…»
«Non voglio dormire!»
«… Nancy, è solo un incubo…»
«Che uccide!»

Prosegue ‘l’incubo’ del Cesena, con la squadra ora costretta all’isolamento forzato in un hotel di Cesenatico. Dal brusco risveglio di sabato mattina, con la notizia della positività di quattro tamponi tra calciatori e staff, il Cavalluccio pare aver anticipato di una settimana l’arrivo di Halloween.

«Vai al Mattatoio, ho sentito»
«E piantala, Ralph! Levati di mezzo, dai, fila! Lascia la gente in pace»
«Non tornerai più a casa»
«Non rompere, Ralph!»
«C’è una maledizione su quel campo!»

No. Il Mattatoio Culture Club, circolo arci nel pieno centro di Carpi, probabilmente rimarrà chiuso a seguito del nuovo dpcm firmato domenica 25. In compenso, lo stadio Sandro Cabassi si sta ormai consolidando come un mattatoio per i bianconeri. Il 2 a 0 finale rappresenta la terza battuta d’arresto consecutiva in casa degli emiliani (dopo quella dello scorso campionato e nella serie B 2017-2018). Un novello ‘campo maledetto’ in quella che prima era una trasferta storicamente agevole.

«Mi sono reso conto con orrore che dietro quegli occhi viveva e cresceva… il male!»
E dire che, al netto di un Carpi che ha meritato di vincere, il Cesena stava pure interpretando bene la partita, difendendosi con ordine e rischiando solo su calcio piazzato. Poi, come un novello Fred Krueger, l’incubo ha preso il sopravvento e si è materializzato. In primo luogo in quel pantano dell’area piccola che ha ingannato Nardi nella lettura sul cross di Giovannini tramutatosi in gol. E successivamente negli occhi di Michele Di Cairano da Ariano Irpino che non concede un rigore solare per mani di Venturi in area e lascia correre Biasci, libero di servire Marcellusi per il 2 a 0, anziché fermare l’azione per evidente fallo su Gonnelli.

«La prima cosa che farò quando torno sulla Terra sarà di mangiare un piatto delle mie parti»
E adesso? Dopo un trittico di gare (Gubbio, Fano, Carpi) distribuite su soli sei giorni i bianconeri avrebbero dovuto usufruire di un paio di giorni di riposo. Come fare ora a recuperare energie? Il prossimo impegno è forse il più difficile. Il Padova che si è preso lo scalpo del Südtirol e lo ha raggiunto in cima alla classifica oggi è il club più attrezzato per la vittoria del campionato. Pure più del Perugia e degli stessi bolzanini che solo per mano dei biancoscudati hanno conosciuto la sconfitta.
Nonostante lo stop abbia fatto scivolare il Cesena fuori dalla zona play-off, la classifica è rimasta per lo più immutata. Il primo posto dista ancora quattro punti ed altrettanti sono il margine di vantaggio dai play-out. Occorre fare un bel pieno di ottimismo e cogliere gli aspetti positivi nel preparare la complicata sfida contro i veneti. Nella speranza che questo copione da film dell’orrore giunga al termine.

«E tu ce l’hai un piano!? Vuoi salvare il mondo? […] Secondo me, il meglio che possiamo fare è sopravvivere!»