Tracotanza dei rumors palermitani. L’impossibilità del Cesena di sostituirlo. Cedere Shpendi ora sarebbe un harakiri…
La troppa sicurezza, nel calciomercato, rischia spesso di trasformarsi in un boomerang. È quanto sta accadendo sull’asse tra Sicilia e Romagna, dove l’ottimismo ostentato negli scorsi giorni dall’ambiente rosanero si è scontrato con una realtà ben diversa. Negli ambienti palermitani, infatti, si era certi che l’operazione per portare Cristian Shpendi in rosanero si sarebbe chiusa con l’ufficialità già lunedì 24 agosto, convinti che l’incastro con il passaggio di Matteo Brunori al Cesena fosse una mera formalità in quanto i dirigenti del Cavalluccio avrebbero accettato l’offerta al ribasso (enorme ribasso…).
Invece il Palermo valutava il cartellino di Shpendi intorno al milione di euro, offrendo al contempo i prestiti del sopraccitato Brunori e del centrocampista Alexis Blin - proposto per colmare il vuoto in regia nei bianconeri - dei quali avrebbe coperto più della metà dei loro stipendi stagionali. In questa maniera i dirigenti del club afferente alla galassia del City Football Group pensavano che in Romagna ci si potesse accontentare. E per loro sarebbe stata una ‘win-win situation’ dato che se i loro esuberi fossero rimasti sull’isola avrebbero dovuto in ogni caso versare loro gli stipendi, invece pagarne solo una parte e ottenere al contempo un pesante sconto sul cartellino di Shpendi sarebbe stato un affare fruttifero. Ma la richiesta del Cesena è sempre stata ferma a tre milioni di euro, inoltre il centrocampista francese non ha suscitato l’interesse del club romagnolo. Nel frattempo, lo scenario è radicalmente mutato: l’Ascoli ha sbaragliato la concorrenza assicurandosi proprio Matteo Brunori a titolo temporaneo con diritto di riscatto.
Con la cessione di Brunori all’Ascoli e il mancato gradimento per Blin, il Palermo si trova ora nella condizione di dover ricominciare la trattativa per Shpendi da principio, mettendo sul piatto un’offerta cash che preveda concretamente l’esborso di questi tre milioni richiesti. La strada, per i siciliani, resta in salita anche per la concorrenza estera: su Shpendi, infatti, c’è da registrare anche un interessamento proveniente dalla Turchia. Il Cesena non chiude totalmente alla cessione, a patto che le pretese economiche vengano soddisfatte, ma il club bianconero deve fare i conti con un enorme nodo di natura tecnica.
Cedere il proprio gioiello - attualmente quarto nella classifica all-time dei migliori marcatori nella storia del Cesena - comporterebbe l’onere inderogabile di rimpiazzarlo con un profilo dello stesso livello. Un’impresa tutt’altro che semplice a soli cinque giorni dalla fine della sessione di trattative: basti pensare che un obiettivo papabile in tal senso come sarebbe potuto essere Gabriele Artistico della Lazio - del quale si è discusso nella live di TuttoCesena.it - è ormai in procinto di firmare con il Padova.
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