Oggi pure io voglio dare un po’ di voti al Cesena
DIAMANTI 7 – Anche ieri, il suo Cesena, non ha giocato – ehm ehm – proprio benissimo. Anche ieri, qualche sua scelta, mi ha lasciato a dir poco basito. Epperò, nel calcio come nella vita di tutti i giorni, conta solo la concretezza. Dunque ha ragione Alino: terza vittoria in campionato e 15 punti raccolti nelle prime 11 partite. Niente male per una squadra gonfia di problemi. Per una squadra molto più debole di quella della scorsa stagione.
DRUIVENTAK 4,5 – C’è chi continua a difenderlo a spada tratta. Chi continua a dire che si impegna, che corre veloce, che fa salire la squadra. Epperò, anche ieri, la sua partita ha fatto rima con nulla cosmico. Con confusione. Con lacune strutturali. Massì, con lacune strutturali. E non soltanto perché questo olandese, al posto dei piedi, ha due flaconi di Ace Gentile. Due lattine di Chinotto. O due scaldabagni dell’Ariston.
GELLI 6,5 – Arrivato in Romagna in punta di piedi la scorsa estate, l’ex difensore del Frosinone si è fatto subito apprezzare su questi lidi per la sua grinta e per il suo impegno. Contro il Catanzaro è stato proprio lui, con il suo colpo di testa, a svegliare dal suo grigio torpore il Manuzzi. A regalare al Cesena tre punti d’oro. Tre punti che hanno permesso al Cavalluccio di allontanarsi ulteriormente dalla zona rossa.
MANCINI SENIOR 3 – Ora pure il C.t. della Nazionale (anche ieri presente in tribuna) si è messo a simpatizzare per il Cesena costruito da suo figlio Andrea. Epperò il sottoscritto, su colui che il 13 agosto 2023 ha vergognosamente rassegnato le dimissioni dall’Italia con una PEC per inseguire i petroldollari degli sceicchi, non cambia assolutamente idea. A me continua a stare pesantemente sui maroni. E non soltanto a me. Dico bene?
CURVA MARE 7 – Meno potente e colorita del solito, anche ieri la Curva Mare si è comunque fatta apprezzare per quei sacrosanti 15 minuti di sciopero iniziali (solidarietà nei confronti degli ultras del Catanzaro, lasciati vergognosamente a casa dal ‘solito’ Palazzo) e per la sua consueta protesta nei confronti dell’abominevole caro biglietti messo in pratica dal Cesena. E poi quel Romagna Mia finale da brividi…
CERTI GIORNALISTI 6 – Ieri, per la prima volta in questa stagione, il Cesena non ha preso gol. E così, dopo una lunga attesa che pareva eterna, tutti quei giornalisti che amano infarcire le loro telecronache o i loro editoriali con una marea di termini inglesi fregandosene bellamente del fatto che il nostro vocabolario è tra i più variegati al mondo, hanno avuto il loro ennesimo momento di gloria. Ed hanno potuto rispolverare un termine a loro tanto caro: clean sheet.
DI TARANTO 6 – L’ormai ex Direttore Generale del Cavalluccio, poche ore prima di Cesena-Catanzaro, ha pensato bene di fare un bel bilancio della sua avventura in bianconero. Regalandosi un – evviva l’umiltà – un bell’8 in pagella. Un voto francamente esagerato per chi ha rappresentato un club che troppe volte ha invocato la tanto osannata sostenibilità senza però mai metterla in pratica con costanza. Un voto francamente troppo alto per chi, dopo l’esonero farsa di Mignani, avrebbe dovuto dare (assieme a Fusco) le proprie dimissioni. Un voto francamente troppo alto per chi ha lasciato il Cesena a stagione in corso.
MELBY 2 – Gli Americani, negli ultimi 4 anni, hanno investito la bellezza di 30 milioni. Tanti. Troppi. Anche perché, in questi 4 anni, la dirigenza a stelle e strisce ha rinnovato contratti a cani e porci. E fatto spese pazze. Il futuro bianconero, tra quote date in pegno e nuovi soci che (per ora) non entrano, continua a fare rima con nebulosa. Con incognita. Quand’è allora che il neo presidente del Cesena, invece che affidarsi a quei risicati (ed inutili) comunicati stampa, ci mette la faccia sul serio e ci viene a spiegare cosa bolle davvero nel pentolone bianconero? Chiedo per un amico, eh.
PS 1: Quelli che… e anche ieri il Cesena ha fatto cagare
PS 2: Quelli che… io firmerei ora per vincerle tutte così
