Qual è il punto di forza del Cesena?

25.11.2020 08:30 di Andrea Pracucci   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Qual è il punto di forza del Cesena?

Qual è il punto di forza del Cesena di Viali? Non si può certo dire che tutto vada storto: quattro risultati utili consecutivi, diciotto punti in dodici giornate, zona playoff raggiunta. Provo: i bianconeri hanno tanti difetti, dalla disorganizzazione nel pressing di cui parlavamo qualche settimana fa, alle poche idee su cosa fare con la palla tra i piedi. Però sono incredibilmente lucidi e freddi quando si tratta di mettere la partita sui binari giusti.

Viali ha costruito un gruppo in grado di incidere nei momenti in cui la strategia di gioco lascia spazio alla voglia di fare, gli spezzoni più confusionari della partita che si materializzano quando le energie vengono meno. In quei minuti serve abnegazione, forza mentale, fiducia nei propri mezzi. I giocatori che scendono in campo, anche i subentranti, sembrano essere dotati di questi fondamentali strumenti; così si può pareggiare una partita che sembrava finita nei minuti di recupero. Un lavoro psicologico da non sottovalutare.

Il Cesena è una squadra resiliente e viva per tutti i novanta minuti, non lascia agli avversari particolari margini di rilassamento. Questo pregio, in una categoria come la Serie C in cui può capitare di lottare su campi in cui tattica e tecnica non la fanno da padroni, non è assolutamente da sottostimare. Non basta: serve anche una proposta di gioco che possa garantire punti anche quando gli avversari sembrano avere più combustibile nel carburante. Ma è un elemento favorevole che non si costruisce facilmente: ci vuole chimica tra i giocatori, fiducia nelle idee del mister. Serve una causa comune. Il Cavalluccio sembra averla.

La partita con il Matelica ha anche dato qualche indicazione interessante sulla fase di possesso bianconera. Il Cesena è riuscito ad avanzare sul campo con le conduzioni palla al piede di Capanni, che si è spento un po’ troppo presto ma ha giocato venti minuti brillanti nel primo tempo; ha faticato non poco, però, quando il Matelica era schierato e la palla passava dai piedi di Ciofi, Gonnelli, Maddaloni o Petermann. La soluzione potrebbe essere quella di ambire ad una risalita del campo sulle fasce, avvicinando i giocatori - c’è una frattura troppo evidente tra il regista e la parte avanzata della squadra quando s’imposta - e creando tante soluzioni per gli appoggi.

Consolidare il possesso aiuterebbe a portare più spesso gli uomini più pericolosi dei romagnoli in area avversaria. Quando si trovano lì, poi, tendono ad essere abbastanza intransigenti - Bortolussi in particolare, ovviamente.