Caro Cesena, ringrazia Dio che il Manuzzi è ancora chiuso

Contro l’Imolese è arrivata la settima (vergognosa) sconfitta interna di questa stagione. Ed allora la domanda sorge spontanea: cosa sarebbe successo con i tifosi sugli spalti?
19.04.2021 11:22 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Caro Cesena, ringrazia Dio che il Manuzzi è ancora chiuso

Quella che ci siamo appena messi alle spalle è stata indubbiamente la domenica di Imola. Degli imolesi. Nel pomeriggio, sulle rive del Santerno, è andato infatti in scena un gran premio di F1 a dir poco strepitoso. In serata invece, in riva al Savio, per la band di Spagnoli sono arrivati tre punti pesanti. Pesantissimi.

Che Verstappen puntasse a fare il colpaccio tra la Tosa e la Rivazza, lo sospettavamo già in molti. Il vero problema, però, è quando un certo Polidori si mette a fare l’Hamilton dei giorni migliori al Manuzzi. O quando il malinconico Caturano indossa i panni dell’ormai impresentabile Bottas nel catino dell’ex Fiorita. Che il catino dell’ex Fiorita non sarà sacro e leggendario come l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, ma poco ci manca.

Il Cesena di ieri? Ha fatto rima con prevedibilità. Con lentezza. Con arrendevolezza. Con tristezza. E chissenefrega delle dichiarazioni di mister Viali che – beato lui – in campo ha visto un buon Cesena. Suvvia, diciamo le cose come stanno: Gonnelli e soci, contro l’Imolese, non sono nemmeno scesi in campo. E l’Imolese, che l’ultima gara l’aveva vinta quando a Sanremo vincevano i Jalisse con Fiumi di Parole, non è certo il Real Madrid. O il Perugia.

Ci sarebbe da attaccarsi all’arbitro Nicolini di Brescia. All’ennesima giacchetta nera da film horror che, in questa stagione che profuma di Amuchina e di Letame, ha negato al Cesena un rigore a dir poco solare. Inutile però cercare alibi. Inutile cercare scuse. Quando perdi, con tutto il rispetto parlando, con l’Imolese. Contro una squadra che, otto giorni fa, le aveva buscate pesantemente dal Ravenna. Dal Ra-ven-na. Non dal Barcellona. O dal Padova.

Perdere ci sta. La palla, d’altronde, è rotonda. Perdere così in casa con l’Imolese, però, non è scusabile. Non soltanto perché quella che è arrivata ieri è stata la settima sconfitta interna stagionale. LA SETTIMA. Che se ci fosse stato il pubblico ‘vero’ al Manuzzi, dinnanzi alla vergognosa sconfitta interna senza attenuanti maturata contro i 'nipotini' di Gilles e Ayrton, secondo me sugli spalti sarebbe andata in scena la Sagra della Contestazione. Che a Cesena, in passato, le contestazioni sono arrivate per meno. Molto meno. Ricordate?

PS: Quelli che...dicevano che lo 0-3 con il Legnago Salus sarebbe stato il punto più basso della stagione del Cavalluccio...