Da Modesto al Sogno B, passando (anche) per il Virus e la Virtus

Giusto un anno fa, dopo il 4-1 beccato a Trieste, andava in scena il ribaltone sulla panca bianconera. Da allora è cambiato tutto. In campo, ma soprattutto fuori dal campo. Ed allora…
26.01.2021 07:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Da Modesto al Sogno B, passando (anche) per il Virus e la Virtus

Quelli che… guardano avanti.
Ma anche quelli che… si guardano indietro.

Ventisei gennaio 2020. Ventisei gennaio 2021. È passato un anno. Soltanto un anno. Sembra invece che ne siano passati dieci, di anni. Pure venti. Anche trenta. Facciamo quaranta e non se ne parla più.
PREZZEMOLINE – Il calcio, dodici mesi fa, era ancora calore. Colore. Festa. Passione condivisa. La gente non aveva ancora paura degli untori, dei droplets, degli abbracci, degli assembramenti, delle code all’Iper, delle commesse di Zara, dei Dpcm di Conte. Le gite fuori porta (anzi, fuori comune) non erano ancora vietate. Il Coronavirus non faceva ancora rima con paura e depressione, almeno in Italia. E sempre in Italia i nostri virologi, nel dorato salotto della Barbara D’Urso, non avevano ancora rubato la scena alle solite prezzemoline scosciate che ogni domenica vanno – in cambio di una misera manciata di euro – a lavare i panni sporchi in tv. 
DOPO DUE GARE – Ma soprattutto, il 26 gennaio 2020, sulla panchina del Cesena c’era ancora seduto un ‘certo’ Francesco Modesto. Modesto, sì. Proprio lui. Ricordate? L’uomo salito (in Romagna) da Rende assieme a Franco & Company. Il trainer che, dopo appena due partite, se ne saltò fuori dicendo che a Cesena c’è – incredibile ma vero – troppa pressione. Quello che continuava a dare fiducia a Sabato. Colui che è riuscito nell’impresa di beccare quattro gol a domicilio non dal Real Madrid. Non dalla Juventus. E nemmeno dall’Empoli. Ma da un Fano reduce da otto sconfitte consecutive. Otto, capito?
VIVA SGABANAZA – Ha perso il suo posto giusto un anno fa, Modesto. Dopo quel pesante 4-1 beccato proprio con quella Triestina che, guardo caso, domenica prossima incrocerà di nuovo le armi col Cesena. Strano – ehm ehm – esonero, quello. Visto che, appena due giorni prima di quel ribaltone, un noto dirigente bianconero (smentendo pubblicamente con forza un altro noto dirigente bianconero) aveva giurato e spergiurato che Modesto non solo non rischiava di essere cacciato, ma che per lui era già pronto il rinnovo per il 2020-21. Insomma, una barzelletta in salsa romagnola. In pure stile Sgabanaza. O quasi.
IL MATRIMONIO – Cavoli, quanta acqua (e pure quanta merda) è passata sotto i ponti dello Stivale da quel ‘famoso’ 26 gennaio 2020. Da allora Bisoli ha rifiutato la panchina bianconera, Pelliccioni ha scelto Viali, l’Italia è finita più volte in ostaggio del Virus e del Palazzo, la popputissima Elettra Lamborghini si è sposata, il Bonus Vacanze ha ‘salvato’ la Riviera Adriatica dal naufragio, Irama ha sfornato l’ennesima hit reggaeton, Bortolussi e Caturano hanno strappato contratti da nababbi al ‘povero’ Cavalluccio, il Conte è stato obbligato a smettere di giocare, Maradona è morto, Moreno il Biondo è stato preso a Sanremo, Nardi e soci sono riusciti a mettere insieme 11 risultati utili consecutivi, Ricci ha bestemmiato 23 volte, Patrignani non si è mai fatto vedere a Videoregione, le nostre moglie (o conviventi) sono tutte impazzite per DayDreamer e soprattutto il Cesena – nonostante l’ultimo inopinato capitombolo interno maturato con la Virtus Verona – è tornato a sognare la B. Tutto in dodici mesi. Sti cazzi.

Quelli che… guardano avanti.
Perché il futuro è adesso.
Ma anche quelli che… si guardano indietro.
Per costruire un futuro migliore.