Esclusiva | Parla Zebi, il ds ‘rock’: “Cesena, ti porto un altro bomber”

Il direttore a trecentosessanta gradi su campo, mercato, calendario e società.
28.08.2020 18:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
© foto di Luigi Rega
Esclusiva | Parla Zebi, il ds ‘rock’: “Cesena, ti porto un altro bomber”

Dopo più di due mesi dal suo ritorno ufficiale a Cesena nelle vesti di direttore sportivo, a meno di una settimana dall’apertura della sessione estiva di calciomercato, Moreno Zebi ci parla delle sue prime impressioni e degli obiettivi da raggiungere.

Direttore, ancora pochi giorni e comincerà ufficialmente il mercato. Ora si entra nel vivo? Oppure siamo nel vivo già da un bel pezzo?
“È già da un mese e mezzo che stiamo lavorando incessantemente. Le tante trattative che abbiamo portato avanti si potranno concretizzare solo a partire dal primo settembre. Mi aspetto di chiudere diverse operazioni nei primissimi giorni. Dopodiché si entrerà nel vivo dalla seconda metà del mese”.

In questo momento, qual è il ruolo prioritario su cui il mercato del Cesena deve concentrarsi?
“La squadra deve essere valida nel suo insieme, ci stiamo adoperando per disporre di tanti under di prima fascia. Il Cesena in Serie C rappresenta un contesto decisamente superiore alla media, la concorrenza per questi profili comunque è tanta. Dopo Caturano, vorrei portare a Cesena un’altra punta importante. Un attaccante che abbia caratteristiche complementari, così da avere più soluzioni nel preparare una partita e durante la partita stessa”.

Il Cesena ha fatto uno sforzo considerevole dal punto di vista economico per trattenere Caturano. Non crede che ora anche altri calciatori futuribili, appetibili alzeranno le loro pretese, a seguito di ciò?
“Questo non saprei dirlo... Io la vedo in maniera diversa. ‘L’affaire Caturano’ dimostra che qui a Cesena c’è un progetto serio, l’intenzione di essere molto competitivi e di puntare in alto. Salvatore inoltre è rimasto per la sua ferrea volontà di continuare con la maglia del Cavalluccio. Tutti gli altri giocatori che arriveranno dovranno coltivare le stesse motivazioni. Desiderio e orgoglio di essere qui perché questa non è una piazza come le altre”.

A cosa è dovuta la scelta di affidare la custodia della porta a soli under?
“Abbiamo sempre ammesso alla luce del sole che la nostra politica è quella di costruire una squadra improntata sull’utilizzo di giovani prospetti. Non lo abbiamo mai nascosto. Inoltre, se un giocatore è forte lo è al di là della sua età”.

È consapevole di quanto sia stato poco fortunato il Cesena con i portieri alle prime armi negli ultimi dieci anni?
“Non sono affatto scaramantico, né voglio giudicare l’operato di chi era al mio posto prima di me. I ragionamenti fatti nella scelta dei portieri, così come per il resto della rosa, sono ponderati sulla base degli obiettivi che ci siamo dati. Se una determinata strategia non è andata bene in passato non significa che non possa funzionare ora”.

Si aspetta di operare molte operazioni in uscita sull’attuale composizione dell’organico?
“A dire il vero, non più di tante. Il Cesena non è una squadra che necessita stravolgimenti. Chiaramente dovremo fare delle scelte e alcune andranno anche in quella direzione lì, per forza di cose. Si tratterà di valutazioni prettamente tattiche, su quanto un singolo elemento possa essere funzionale alla squadra”.

È d’accordo con le considerazioni dell’Associazione Italiana Calciatori? Le liste bloccate a soli 22 tesserabili porteranno ad un abbassamento del livello del calcio giocato?
“Più che altro, il blocco delle liste costringe le società a fare dei tagli e priva molti calciatori della possibilità di giocare. Il dato oggettivo è che le rose si ridurranno numericamente e qualcuno starà a casa. Il livello e la qualità del gioco però dipenderanno sempre dalle capacità dei mister e dei direttori”.

L’AIC però considera di scioperare se questa regola resterà in vigore. Le società pretendono di poter giocare a porte aperte e un innalzamento della soglia massima di capienza. Secondo lei le partite cominceranno il 27 o ci sarà un ulteriore slittamento?
“Già allo stato attuale il calendario prevede tempi molto stretti. Una nuova compressione andrebbe a compromettere la qualità delle partite. Con troppi turni infrasettimanali, ne risentirebbero lo spettacolo e la tenuta atletica dei calciatori. Io mi auguro vivamente che si possa cominciare il 27”.

Da giorni brulicano notizie sull’ingresso di ipotetici nuovi soci. Si dice che questi potrebbero chiedere margine di manovra sulla gestione tecnica. Lei come vive questa situazione?
“Io sono interamente focalizzato sul mio lavoro. Di voci e dicerie non ne parlo volutamente. Di situazioni del genere ne ho già vissute e so perfettamente come affrontarle”.

Un’ultima, doverosa, domanda di chiusura: lei si sente un direttore ‘rock’?
“Devo dire che quella definizione del presidente alla mia presentazione ha sorpreso anche me (risata, ndr). Scherzi a parte, io mi prefiggo di essere la persona di sempre. Ho delle convinzioni che si basano sul lavoro e sullo studio fatto in questi anni. Sto portando avanti un progetto assieme al mister e spero di creare le condizioni giuste affinché tutti possano esprimersi al meglio”.