Zebi, CAP e Lelli: la mia banda suona il rock

18.06.2020 14:30 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
Zebi, CAP e Lelli: la mia banda suona il rock

“Noi siamo una società rock, abbiamo fatto una scelta rock e abbiamo preso un direttore rock”. Parole e musica, per dirla come i giornalisti bravi, di Corrado Augusto Patrignani che questa mattina ha presentato alla stampa (in diretta sulla pagina Facebook) il nuovo direttore sportivo Moreno Zebi. La frase è di quelle epiche e l’augurio è che non si attacchi alla nascitura squadra come una bestemmia: nessuno di noi vorrà ricordarsene tra un anno in senso negativo. Meglio tenere il profilo basso, caro presidente: si fa sempre tempo a cercare su Google “frasi ad effetto”.

Guido Marilungo, ecco, lui e quella squadra erano rock: non a caso oggi ricorre l’anniversario dell’ultima promozione in A del Cesena, Latina 2014: noi cesenati però siamo fatti così, ricordiamo Italia-Germania 4-3 e ci dimentichiamo di Latina-Cesena 1-2. Vabbeh, speriamo che la coincidenza della presentazione nel giorno di quella vittoria giunta al cospetto di Giorgia Meloni e Calcutta presenti in tribuna, possa servire a coprire lo sfortunato incipit presidenziale.

Perché poi le cose si sono messe bene, nel prosieguo della conferenza stampa. Zebi, tanto per dirne una, non ha mai pronunciato l’espressione “bel gioco”, che da queste parti ha lo stesso effetto della kryptonite su Superman o del bromuro su Rocco Siffredi (ma non sono la stessa persona? forse abbiamo letto i fumetti sbagliati da giovani?).

Ancora Zebi si entusiasma parlando del suo passato a Cesena - vabbeh, sei stato portato da Bisoli e con lui hai vinto un campionato in faccia ai tifosi del Verona, in una partita che qualcuno minacciava di non giocare e disputata con la muta tecnica della precedente stagione griffata Mass - dice di avere un database con cui consulta i dati dei profili seguiti. Non parla di obiettivi ma di vincere una partita alla volta. Dice che in linea di massima rimane l’idea di usufruire del minutaggio dei giovani, che servono giocatori rappresentativi.

Alla domanda “come si fanno i gol?” ha risposto con un immenso panegirico per poi arrivare a dire che “in determinati momenti bisogna anche saper mettere il pullman davanti alla propria porta”. Insomma, 92 minuti di applausi.

Poco prima di Zebi aveva preso la parola anche Lorenzo Lelli, uno di quelli che nel Mare Nostrum della società bianconera gioca a recitare in questo momento il ruolo del falco: spiega che non c’è nessun rancore con Pelliccioni (Alfio probabilmente è di diverso avviso…), solo voglia di prendere una strada diversa. Non parla di budget perché “impossibile dirlo ora con tutte le imprevedibilità legate al covid”.

E su questo ultimo punto ha ragione da vendere. La stagione alle porte sarà senza dubbio più impegnativa di quella terminata con i soli 6 posti (ancora da confermare) riservati alla nuova C1 ma il primo obiettivo è non fare il passo più lungo della gamba. Che si voglia spendere meno rispetto a questo campionato è il segreto di pulcinella ma, come avveniva quando il Cesena era sommerso dai debiti, dovranno contare soprattutto le idee. Però resta comunque piacevole leggere gli strali odierni delle vedove della passata gestione che, dopo anni di sereni sonni, all’improvviso si svegliano reclamando più soldi. Cesena in fondo ci piace anche così, con quel misto di nonsense che ci fa vivere talvolta in una grande commedia dell’assurdo.

Assurda come fu quella promozione in A di sei anni or sono.