Che (tripla) figura di merda! Ci salverà la PiadinaLeague?

Il calcio è di tutti, anche del piccolo (e povero) Cesena. Sul fronte Superlega Andrea Agnelli & Co. hanno commesso più di un errore, ma l’Uefa che fa la moralista non è credibile.
26.04.2021 11:40 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Che (tripla) figura di merda! Ci salverà la PiadinaLeague?

Cosa c’è di più romantico che vedere il Cesena espugnare San Siro con un gol di ‘Micio’ Orlandi? Cosa c’è di più poetico che guardare il Cavalluccio mentre regola alla Fiorita la Juventus grazie a una doppietta di Bertarelli? E cosa c’è di più idilliaco che scorgere la Romagna Capolista che – con 7 punti raccolti nelle prime 3 giornate di serie A – sogna già di sfidare il Real Madrid o il Barcellona.

Volevano (anzi, vogliono ancora) toglierci tutto questo, Andrea Agnelli & Company. Rubarci l’illusione di poterci riprovare ancora. Impedire ai tifosi del Cesena (o dell’Atalanta, o del Leicester, o del Nottingham Forest) di coltivare un Pensiero Stupendo. Decretare una volta per tutta la morte di questo calcio comunque già in stato comatoso, comunque già privo di un’anima, comunque già infestato da presidenti avventurieri e da giocatori mercenari.

Che secondo me, Andrea Agnelli, si dovrebbe cospargere il capo di cenere. Non solo per la figura (di merda) fatta. Ma anche per quella recentissima dichiarazione rilasciata al Corriere dello Sport (“I giovani d’oggi non sono più legati ad elementi di campanilismo”). Sì, caro Agnelli: questa cosa del campanilismo valla a spiegare ai tifosi della Roma. Che per loro, un derby vinto con la Lazio, vale come una stagione. O valla a spiegare ai tifosi del Cesena. Che, pur di vincere una sfida col Bologna, sarebbero disposti a gettarsi nel fuoco.

Poi lo so anche io che il Cesena tornerà in serie A – anno più, anno meno – nel 2050. Poi lo so anche il Cavalluccio non riuscirà mai ad andare in Champions League. Poi lo so anche io che un club che prende tre gol al Manuzzi dal Legnago Salus e che si fa impallinare in casa nientepopodimeno che dall’Imolese, ora ha ben altro a cui pensare. Però è anche vero che il calcio non è soltanto dei ricchi signori della Pedata Europa. Ma di tutti. Anche del piccolo, povero e scalcagnato Cesena.

Che comunque, la vergogna più grossa di tutta questa storiaccia, è che l’avida Uefa – la stessa Uefa che in tempi non sospetti ha rovinato il calcio con decisioni scellerate – negli ultimi giorni si è pure permessa di vomitare stucchevoli banalità infarcite di falso moralismo come se non ci fosse un domani. Capito ora perché la figura (di merda) del Calcio è stata tripla? E non è mica finita qui. Perché la Superlega non si è mica dissolta. Perché i secessionisti non hanno mica mollato ancora la presa. Ne vedremo delle belle, in futuro. Anzi, delle brutte. Bruttissime.

Anche se a Cesena, almeno su quest’ultimo fronte, possiamo dormire sonni tranquilli. Che se vanno male (anche) i prossimi play-off di Lega Pro, che se (anche) Caturano continua a fare il fantasma sottorete, che se (anche) la prossima stagione farà rima con mediocrità, che se (anche) nel prossimo biennio non arriveranno nuovi ingressi pesanti nella stanza dei bottoni bianconeri, per racimolare qualche soldino salva-bilancio si potrebbe dare vita a una SuperLega in salsa romagnola. Un torneo ristretto con Cesena, Rimini, Ravenna, Imolese, Forlì e Sammaurese. Qualcuno ci sta già pensando. È già pronto pure il nome per questo nuovo progetto secessionista: PiadinaLeague. E l’inno ufficiale, ovviamente, sarà ‘targato’ Moreno il Biondo. No, mi dispiace: niente Laura Pausini. Per la PiadinaLeague vogliamo solo gente da Oscar…