Intervista a Fernando de Argila
Partiamo dalla sconfitta ai play off contro il Palermo che ha comunque visto il Cesena uscire a testa alta.
Penso che la gara contro il Palermo sia stata la miglior partita di squadra di tutta la stagione. Purtroppo le finali secche sono così, tutto è legato agli episodi, abbiamo subito 3 goal da palla inattiva ma il gruppo ha messo in campo tutto. Per cui sono molto contento dei miei ragazzi e del mio staff. Giocavamo in trasferta a Palermo davanti a quasi 1000 persone e non è facile. Posso dire che ho visto un grande crescita dei miei ragazzi sia sotto il profilo calcistico ma soprattutto sotto al profilo umano.
Come ha sviluppato il suo lavoro durante la stagione?
Durante la stagione abbiamo svolto circa 200 allenamenti, ci siamo sempre divertiti e abbiamo cercato di mettere in campo un buon calcio. Ho lavorato con un gruppo di ragazzi straordinari, si sono messi tutti a disposizione e tutti hanno dato il massimo. Il mio lavoro si è sempre basato sugli allenamenti con il pallone e sull’intensità. La palla durante gli allenamenti è sempre presente sia nella parte atletica che in quella tattica, perché a mio avviso il calcio è qualcosa di globale e con la palla è possibile allenare tutte le componenti che servono ad un calciatore. Poi c’è l’intensità degli allenamenti che è fondamentale. A mio avviso il calcio è in sintesi: controllo, passaggio, 1 contro 1 e goal. È questo in sostanza quello che ho insegnato ai miei ragazzi.
Come si lavora con ragazzi classe ’94 e ’95?
Allenare la Primavera del Cesena è qualcosa di molto importante e nel mio lavoro ho cercato di allenare come se allenassi una squadra di Serie A. Ragazzi di 18 anni che giocano in Primavera sono ad un passo dal professionismo per cui assieme al mio staff abbiamo cercato di allenarli in quel senso. Ho potuto contare su uno staff fantastico che, oltre a lavorare sul campo, ha preparato i ragazzi anche da un punto di vista teorico, con video degli avversari per cercare di non lasciar nulla al caso.
Il suo sogno?
Il mio unico compito è quello di far crescere i ragazzi sia come calciatori che come uomini, i risultati vengono dopo. Il mio sogno quindi è vedere qualcuno dei miei ragazzi giocare in Serie A tra qualche anno.
