Viva la rivoluzione!
Fino a una ventina di giorni fa tutti avrebbero avuto pochi dubbi nell’indicare la strategia del mercato di gennaio del Cesena: rinfoltire un po' il centrocampo, trattenere tutti i "gioielli" e provare a piazzare un colpaccio in attacco. Ora, dopo due partite, zero punti e otto gol subiti, le certezze si sono sgretolate. A Bergamo e, nel secondo tempo, a Udine si è infatti rivista una squadra disunita e in confusione. Segnali che bastano a stravolgere i piani di mercato: ora serve una rivoluzione.
Questo Cesena ha bisogno di una scossa forte che porti aria nuova, facce nuove e rivitalizzi lo spogliatoio. L’ultimo appello sarà probabilmente rappresentato dal drammatico scontro salvezza contro il Novara: o la scossa partirà dallo spogliatoio, in quell’occasione, o arriverà dal mercato, con Campedelli che ha già fatto sapere che non ci sono più giocatori incedibili. Il patron bianconero ha già dimostrato di sapersi muovere con estrema sicurezza e abilità tra procuratori, agenti e responsabili di mercato e c’è da scommettere che si starà preparando per un gennaio all’arrembaggio.
Parolo, Eder e Candreva potrebbero essere dunque tutti sacrificati nel nome della rivoluzione: i primi due per fare cassa e aggiudicarsi qualche pedina utile al gioco di Arrigoni, l’ex juventino rientrando in qualche scambio di prestiti. Oltre alle tre stelle bianconere, hanno già lasciato Cesena Meza Colli e Ricci, e potrebbero seguirli nelle prossime settimane anche Djokovic, Benalouane (se si trovasse un acquirente), Bogdani, Livaja, Rennella e Malonga. Armadietti vuoti che saranno ovviamente assegnati ad altrettanti nuovi arrivi.
Insomma, la classifica è critica ma ancora assolutamente recuperabile e gennaio è il mese giusto per prendere decisioni drastiche: o Arrigoni ritroverà punti e spogliatoio o Campedelli darà il via alla rivoluzione.
