Giocatori alle Terre Alte, squadra sempre più in basso
Si potrebbe sintetizzare e spiegare così la balorda stagione di una squadra che sembra più interessata ad alzare il gomito, piuttosto che a rialzare le proprie quotazioni in classifica.
Voci sulla bella vita e le notti allegre dei giocatori sono del resto una costante di tutte le precedenti retrocessioni del Cesena in serie B. Già la prima volta negli anni ’70 si parlava di giocatori che passavano notti a giocare a poker o a inseguire le ballerine nei night-club. L’ultima e anche la penultima volta a tenere banco furono invece i pettegolezzi sulle moglie dei giocatori. E quest’anno con l’arrivo di un personaggio come Adrian Mutu non poteva finire diversamente.
In realtà certe cose fuori dal campo succedono e sono sempre successe in tutte le squadre, ma quando si vince non sembrano interessare più di tanto, anzi incontrare qualche giocatore in un locale può diventare una piacevole e simpatica occasione per farsi una bella bevuta a scrocco.
Più che la scarsa professionalità di alcuni giocatori, le ragioni del fallimento del Cesena sono da ricercarsi sul piano tecnico, con una squadra nata male questa estate, a dispetto della sbornia di euforia che si era diffusa ad Acquapartita.
Dopo le macerie lasciate da Giampaolo, il sobrio Arrigoni aveva cercato di riportare tutti a pane e soprattutto acqua, ma ha finito con il perdersi in un bicchier d’acqua. A Beretta non resta che bersi il calice amaro della retrocessione.
Ancora due mesi e poi tutti a brindare alla fine dell’agonia. Si è già prenotato in un noto locale di Longiano.
