Contro la Roma, Cesena in campo senza la divisa bianconera
L’ultima di campionato ha sempre un sapore speciale, soprattutto quando si retrocede. Spesso resta quella sensazione amara come per l’ultimo giorno di liceo, quando si pensa a tutto quello che è appena passato consapevoli che il divertimento è giunto al termine. È malinconico l’ultimo giorno di campionato. Ricordo un Cesena-Lecce 0-3 e un Ravenna-Cesena 0-0, tanto per dirne due. Atalanta-Cesena 1-1 non conta, c’erano gli spareggi quella volta a cambiare radicalmente lo scenario.
Contro la Roma però lo scenario non sarà malinconico bensì desolante. La resa incondizionata sul campo del Novara è stata molto più umiliante delle due sconfitte dell’Olimpico, la manita della Roma e la letale remuntada della Lazio. È stata la pagina più nera di questo campionato. Si può perdere anche in modo incredibile (vedi appunto Lazio-Cesena 3-2) ma almeno si deve lottare. E quando si smette di lottare, non si ha più dignità di vestire la maglia di una squadra di serie A.
È a questo punto doveroso chiedere che contro la Roma il Cesena scenda in campo senza divisa bianconera, possibilmente con la terza casacca, quella blu. Sarebbe un gesto della società per chiedere scusa a tutti i tifosi, per ammettere che l’impegno preteso dai giocatori non era quello mostrato sul campo. Credo che tutto lo stadio se lo meriti.
Quest’anno il pubblico del Manuzzi è stato esemplare, ha sostenuto la squadra ancor più della passata stagione quando – è ormai palese – le critiche sul gruppo di Ficcadenti furono spesso precoci, immeritate ed ingenerose. Il pubblico bianconero ha applaudito le prestazioni anche a fronte di risultati deludentissimi (Parma, Palermo, Juventus), non ha ceduto il posto nemmeno di fronte ai tanti tifosi occasionali accorsi di volta in volta per sostenere la grande squadra di turno, ed anche nell’ora della contestazione ha mantenuto sempre un aplomb inglese. Ha applaudito nuovamente Di Natale e l’Udinese, si è meritato l’elogio del presidente friulano Pozzo e si è distinto per civiltà, passione e correttezza. Appare quindi del tutto naturale, come giuste e sacrosante scuse in perfetto stile british, far giocare la squadra nell’ultima di campionato con la maglia blu e non con quella bianconera.
Per i giocatori potrà anche essere un affronto, ma poco importa: quei (pochi) che resteranno anche l’anno prossimo avranno la possibilità di riscattarsi sul campo e lavare questa macchia. Un esempio? Guardate Lauro, uno dei peggiori difensori nella funesta retrocessione dalla B alla C con l’ultimo Castori, poi divenuto uno dei pilastri insostituibili della cavalcata dalla C alla A con salvezza annessa. Nessuno a Cesena si ricorderà di lui per quel campionato negativo, bensì tutti lo ammiriamo per il cuore ed il carattere mostrati negli anni successivi.
È un piccolo gesto ma importante: no alla maglia bianconera contro la Roma.
