Pelliccioni e quella proposta che non arriva…

La società pare aver messo alla porta il direttore sammarinese ma aspetta che sia lui a decidere di accasarsi altrove.
13.06.2020 18:00 di Bruno Rosati   Vedi letture
Pelliccioni e quella proposta che non arriva…

È il 5 dicembre del 2019. Il Cesena è reduce dai due punti buttati via nella trasferta di Salò (2 a 2 finale) e ancora non sa a quale capitombolo andrà incontro due giorni dopo contro il Fano. Un giovedì apparentemente come tanti altri. Dalle pagine di TuttoC.com, il giornalista Nicolò Schira lancia un’indiscrezione clamorosa: il Cesena sarebbe in procinto di liberarsi di allenatore (Francesco Modesto) e ds (Alfio Pelliccioni) per un ribaltone totale nell’area tecnica. Non si fa attendere la smentita del Cesena FC tramite una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito. ‘Una notizia data due volte’, come avrebbero detto ai tempi della prima Repubblica.

Il tutto sembra avere il tono di una boutade. Schira prende un abbaglio epocale (il Cesena non ha mai pensato a Camoranesi come figura appetibile per la panchina) ma c’è un fondo di verità: da quel momento in avanti il ds sammarinese lavora nelle condizioni di separato in casa e tale rimane sino a lunedì 27 gennaio. Prima della gara di Trieste, il ds aveva messo in discussione la posizione del mister; a questa intervista erano seguite le parole del direttore generale Daniele Martini, che aveva parlato di possibile rinnovo per Modesto. In virtù della disfatta sul campo, l’esonero del tecnico calabrese segna una vittoria ‘politica’ da parte di Pelliccioni.
Il buon lavoro di mister Viali (il cui nome è stato proposto dal papabile futuro ds Luigi Piangerelli) ed il seguente stop forzato, causa pandemia, fanno sì che le acque si calmino. Il grande impatto degli innesti Ardizzone e Caturano consente alle quotazioni di Pelliccioni di risalire.

Pelliccioni gode della stima di una buona fetta dei soci del Cesena FC (non ha pretese esagerate dal punto di vista contrattuale), i suoi detrattori però sono quelli più influenti sull’area tecnica. Una decisione prima o poi va presa e dunque arriviamo allo scorso mercoledì. In tarda mattinata giunge in sede una PEC relativa ad un’eventuale acquisizione della società da parte di una nuova cordata di imprenditori; un interessamento concreto, su questo non ci piove. Ma è altrettanto vero che, ora come ora, ogni trattativa non può che essere alla fase embrionale. La divulgazione in pompa magna di tale interessamento appare quindi un escamotage per prendere tempo e far passare in sordina un’ipotetica uscita di scena di Pelliccioni.

Lunedì alle 17:00 si riunirà il consiglio di amministrazione e tirerà le somme. Ad oggi Pelliccioni non ha ancora ricevuto un’offerta e, se anche arrivasse in extremis, le cifre sarebbero viste al ribasso rispetto al contratto attualmente in essere. Così come verosimilmente il budget destinato all’allestimento della rosa sarà inferiore rispetto a quello del 2019/2020.

Pelliccioni è un direttore esperto, a cui altre offerte non mancano (Mantova, Monopoli). Non è reduce dalla sua miglior stagione, anzi alcuni suoi errori sono evidenti: la scelta di Modesto per la panchina (non era il tecnico adatto per Cesena, a distanza di mesi dirlo non è più un tabù), un centravanti poco avvezzo con il gol (Sarao quest’anno, De Angelis il precedente), qualche giovane di prospettiva che ha tirato i remi in barca prematuramente (forse a Franchini, annunciato come migliore acquisto, staranno fischiando le orecchie). Altre colpe invece gliele si vogliono addossare perché conviene un po’ a tutti: le mancate conferme di Angelini, dei vari Alessandro e Ricciardo portano in calce anche altre firme (segno che ‘l’influenza esterna’ sull’area tecnica è costante già da tempi non sospetti).

La questione però non è tanto quanto sia bravo o meno Pelliccioni, bensì quanto possa essere all’altezza del compito un suo sostituto. I nomi dei possibili successori circolano ormai da settimane. Figure con pochi anni di esperienza alle spalle (se non quando solo pochi mesi) che costituiscono nuove incognite per il futuro prossimo. Perché magari il Cesena FC un domani passerà di mano e la nuova proprietà potrà cullare ambiziosi sogni di gloria. Ma oggi c’è una stagione da programmare alle attuali condizioni. E dopo aver vissuto una stagione così complicata, chiusa a soli tre punti al di sopra dei play-out, il Cesena ha bisogno di certezze nell’immediato. Certezze che, giocoforza, non possono essere garantite da persone alle prime armi, che devono ancora acquisire ‘i ferri del mestiere’.
Davvero si vuole affrontare questo salto nel buio?