Turci sicuro: “Le parate di Agliardi vi porteranno dritto in serie C”

A tu per tu con l’ex portiere bianconero: “Fa sempre male ripensare al Torino e a quell’arbitraggio di Farina. A fine 2007 ero pronto a tornare a Cesena nelle vesti di dirigente”
20.12.2018 19:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 2700 volte
Luigi Turci
Luigi Turci

Francesco Antonioli. Seba Rossi. Alberto Fontana. Lamberto Boranga. Ma non solo. Fra i miglior portieri di sempre passati da Cesena c’è anche Luigi Turci.

Turci, ripensa mai a quel ‘furto’ portato a termine nel 2006 ai danni del Cesena dal tandem Torino-Farina?
“Provo sentimenti contrastanti nel rispolverare quell’annata in cui, il Cesena, lottò fino alla fine per la A. E’ sempre piacevole ripensare a Castori, a quella squadra che sapeva vincere sfoderando pure un bel gioco. Però allo stesso tempo fa sempre male ripensare a quella semifinale d’andata giocata contro il Toro al Manuzzi, a quel tanto discusso arbitraggio sfoderato da Farina, a quel risicato 1-1 che spezzò ingiustamente i nostri sogni di gloria. Il tempo, però, cancella tante ferite. E pure in questo caso la rabbia, ormai, si è trasformata in rimpianto…”.

Lei, pochi mesi dopo quella delusione, chiuse col calcio giocato. Nell’autunno del 2007, però, sfiorò un ritorno a Cesena. 
“Un giorno Foschi, su mandato di Lugaresi, mi contattò per offrimi un incarico da dirigente all’interno della società. Io accettai subito l’invito con entusiasmo, non vedevo l’ora di cominciare quella nuova avventura in bianconero. Poi però, all’improvviso, Campedelli rilevò il club e io rimasi con le pive nel sacco. Quelle sono state le mie…sliding doors. Se avessi iniziato quella nuova carriera, quasi sicuramente, non mi sarei messo a fare il preparatore dei portieri”.

Lei ora ricopre questo ruolo alla Sampdoria, alla corte di un tecnico che a Cesena non ha lasciato un gran ricordo.
"Giampaolo qui a Genova sta facendo molto bene. È un grande intenditore di calcio, un grande lavoratore, un grande professionista. Poi è chiaro: se scegli uno come lui in panchina, poi non devi pretendere di ottenere tutto e subito. Giampaolo è un tecnico a cui va data carta bianca. È un allenatore che ha bisogno di ‘certi’ giocatori. Un po' come Zeman, tanto per intenderci. Chi nel 2011 scelse di portare Giampaolo a Cesena avrà fatto delle scelte ponderate: il calcio non è un’equazione perfetta".

Da ex portiere che ci dice invece del numero uno del Cesena? Lei, l’esperto Agliardi, lo conosce bene.
"L'ho allenato a Padova, una manciata di anni fa. Federico, oltre che essere una persona squisita, è un buon guardiano e un grande uomo spogliatoio. Sarebbe un vero lusso per la serie C, figuriamoci per la D. Il Cesena ha fatto la scelta giusta a riportarlo all'ovile dopo il recente fallimento. Ho visto che sta facendo benissimo, mi hanno detto che anche domenica scorsa ha fatto un paratone decisivo: sono giocatori di questo calibro che, alla lunga, ti fanno vincere i campionati. Il suo curriculum non si discute. Anzi, a dire la verità, da uno come lui, mi sarei aspettato una carriera migliore…”.

Adesso, il popolo bianconero, ha un solo ed unico imperativo: tornare nel mondo prof già il prossimo maggio. 
"Anche io, come tutti i tifosi del Cavalluccio, ho vissuto questo fallimento con la morte nel cuore. Vincere un campionato non è mai semplice ma è chiaro che la nuova società ora non può fallire l'appuntamento con la promozione. E non solo perché quella di Cesena è una piazza da serie A. Magari ci sarà da lottare fino alla fine, ma sono certo che a maggio sarete voi a festeggiare. E non solo perché il vostro capitano è quel vecchio mito bianconero che risponde al nome di Beppe De Feudis”.