Bisoli si confessa: “Con Foschi ho fatto pace, Lugaresi mi ha tradito”

A tu per tu con l’ex trainer bianconero: “Con il fallimento del Cesena è morta una parte di me. La band di Angelini, la promozione, dovrà sudarsela. E a chi dice che io ho solo un gran culo... ”
25.09.2018 08:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 5417 volte
Pierpaolo Bisoli
© foto di Luca Gambuti/Image Sport
Pierpaolo Bisoli

Io amo Pierpaolo Bisoli. Perché dice sempre quello che pensa. Perché è una persona schietta, verace, genuina. Perché, a differenza di molti altri suoi colleghi, non tradisce mai i vecchi amici. E poi lo amo anche (o soprattutto) perché, a Cesena, ha raccolto tre promozioni da urlo. Contro tutto e contro tutti, malelingue comprese. Ho ancora nelle orecchie i commenti di chi, all’indomani dell’ultimo salto bianconero in A, diceva che il calcio proposto dal ‘catenacciaro’ Bisoli era brutto e noioso. Ecco: quei rompicoglioni che vomitavano tutte queste eresie, ora sono le stesse persone che in D si esaltano dopo un hurrà casalingo per 2-0 arpionato nientepopodimeno che contro l’Olympia Agnonese.

Bisoli, la promozione bianconera che ricorda con più affetto? 
"La prima volta non si scorda mai: a ripensare a quella cavalcata che poi nel maggio 2009 ci ha regalato la B mi vengono ancora i brividi. E poi...ci sono le altre due promozioni in serie A. Tutte e due stupende. Anche se, la vittoria dei play-off del 2014, assunse un significato speciale. Molto speciale. Quell’estate non so cosa sarebbe successo se non fosse arrivata la A. C'era anche chi parlava di patatrac societario imminente...".

Il tanto temuto patatrac bianconero è poi arrivato. Quattro anni dopo.
"Sapevo bene che il Cesena, a livello finanziario, non se la stava spassando bene. Però non è mai facile digerire un fallimento, la fine di una lunga e gloriosa storia. Lo confesso: col crac del Cesena è morta anche una parte di me. La notizia del fallimento del Cesena per me ha avuto lo stesso effetto di un cazzotto in pieno volto. Chi mi conosce bene sa cosa rappresenta questo club per il sottoscritto".

I suoi ‘amiconi’ Foschi e Lugaresi li ha più sentiti dopo quell'esonero datato dicembre 2014?
"Con Foschi ora è tutto a posto, nell'ultimo anno con lui mi sono chiarito: ci siamo visti due volte a Cesenatico, mi ha pure fatto una graditissima sorpresa telefonica in diretta in una trasmissione tv che parla del Padova. Lugaresi, invece, da allora non l’ho più sentito. Ma io sto bene lo stesso. E badate bene, non sono arrabbiato con il mio ex presidente per l'’esonero, che ci poteva anche stare. Da Lugaresi mi sono sentito tradito come uomo... ”.

Voltiamo pagina. E parliamo di questo nuovo Cesena 'targato' Angelini.

“Vincere non è mai facile. Neppure se ti chiami Cesena e giochi in serie D. Neppure se nella tua rosa hai dei veri superbig come De Feudis e Biondini. È evidente però che la squadra del mio amico Beppe Angelini è la grande favorita per andare in C, e non solo perché ha cominciato il campionato con due vittorie. Faccio un grosso in bocca a tutto il Cesena. E aggiungo pure una cosa: cari tifosi, abbiate pazienza. Perché non tutto può filare sempre per il verso giusto. Solo se si resta tutti uniti nei momenti duri si vincono i campionati. Io, questo, lo so bene... ”.

Sarebbe bello, il prossimo maggio,  vedere un altro Bisoli festeggiare una promozione a Cesena.
“Sarebbe bello sì! Io ci spero, come ci spera tutta la mia famiglia. È bello vedere mio figlio con addosso quella casacca colorata di bianco e nero. Anche perché con il mio Davide, negli ultimi tempi, la Dea Bendata non è stata proprio benevola. Che dire di più? Che il sottoscritto, quest’anno, ha un altro buon motivo in più per tifare per il Cavalluccio”.

Cosa vuole dire a chi afferma che Bisoli è un eroe? E a chi dice che lei è solo un allenatore con un gran culo?
“A chi dice che sono un eroe dico semplicemente che i veri eroi sono altri, come i medici o i pompieri che salvano quotidianamente delle vite umane in giro per il mondo. A chi afferma invece che io sono solo un mister fortunato rispondo affermando che ognuno può pensare quello che vuole. Se fra Cesena e Padova ho vinto quattro campionati forse non è soltanto una questione di sedere. O no?”.

In chiusura ci dica in tutta onestà cosa pensa del calcio italiano di oggi.
“Siamo reduci da un’estate terribile fatta di fallimenti, ricorsi, contro-ricorsi e casini vari. E non è ancora finita qui! Il calcio italiano ha raggiunto uno dei punti più bassi della sua storia. Servirebbero regole più rigide, più ferree. Vediamo cosa ci riserva questo futuro denso di nubi. Io però, ora, devo tornare a pensare ad altro. Al mio Padova... ”.