L'ammissione di Cacia: "Estate tribolata, fisicamente sono ancora indietro"

 di Redazione Tuttocesena  articolo letto 1534 volte
Foschi e Cacia
Foschi e Cacia

Daniele Cacia dopo un lungo corteggiamento è un giocatore bianconero. Domenica sera ha vissuto i suoi primi minuti in campo con la maglia bianconera romagnola e ieri è stato presentato ufficialmente alla stampa in presenza del ds Rino Foschi.

La prima domda è proprio su Foschi. Partiamo dalle parole spese dal Direttore, lo conosci da tanto tempo, è sempre uguale? “Innanzitutto ci tengo a ringraziarlo, sostengo che faccia parte di una categoria di Direttori Sportivi che ormai non esiste più; adesso sono più aziendalisti, più distaccati mentre lui è rimasto uguale.”

Ti sei legato al Cesena per un solo anno? “Certo, non voglio essere un peso per nessuno e le cose me le voglio guadagnare sul campo. Se sarò bravo e farò bene allora mi verrà proposto un rinnovo e sarò felice di accettare mentre se farò male e sarò un problema allora le strade si divideranno senza alcun problema, io sono fatto così e ci tengo ad essere apprezzato come calciatore, ma in primis come uomo. Non voglio passare per lecchino, nella mia vita ho baciato una sola maglia, quella del Piacenza calcio dove sono cresciuto calcisticamente e dove sono nati i miei figli, voglio solamente essere apprezzato per quello che sono veramente.”

Tra l’altro in un periodo in cui si parla tanto di procuratori, è vero che tu non ce l’hai? “Sono tre anni che non ho il procuratore e se potessi tornare indietro lo farei anche prima. Per carità non ho nulla contro chi per 12 anni ha curato i miei interessi, persona seria e professionale ma semplicemente con l’esperienza ti rendi conto che non è così importante, preferisco seguirmi da solo e magari pagare in prima persona le conseguenze di una scelta sbagliata.”

A 34 anni, dopo aver giocato e segnato dappertutto, si avvertono ancora le pressioni? “Esistono due tipi di pressioni e in ogni caso dipende molto dal carattere della persona. Personalmente riesco a gestire bene le pressioni interne, anche nei periodi in cui non riesco a segnare cerco comunque di rimanere sereno ed evitare di intestardirmi. Mentre per le pressioni provenienti dall’esterno è diverso: ho giocato in piazze esigenti come Verona, Bologna, Firenze, in quei casi incide tanto il carattere della singola persona, io ho la fortuna di riuscirle a controllare e trasformarle in rabbia agonistica sul campo.” 

Cosa risponderesti se qualche tuo compagno di reparto ti chiedesse il segreto per segnare 131 goal in serie B? “Ritengo che il fiuto del goal sia un dono della natura, un istinto che un attaccante possiede dalla nascita; eventualmente la bravura sta nel conservarlo il più a lungo possibile negli anni.”

Infine, come ti senti fisicamente? “Purtroppo ho passato un’estate tribolata, mi sono allenato quasi sempre da solo e per forza di cose fisicamente sono ancora indietro;  è vero però che prima si inizia a giocare e prima si trova la condizione migliore, con la dovuta attenzione però a non affrettare troppo i tempi.”