E fu girone F: Cesena, Romagna, Marche e Abruzzi

Quattro nobile decadute, quattro gironi diversi e una estate infinita fra le aule di tribunale. Il Cesena ne approfitta e si prepara a ripartire: calendari fuori entro la metà della prossima settimana
30.08.2018 16:15 di Marco Manuzzi  articolo letto 3853 volte
© foto di Sarah Furnari/TuttoLegaPro.com
E fu girone F: Cesena, Romagna, Marche e Abruzzi

Il Cesena FC giocherà il prossimo campionato nel girone F, assieme a Santarcangelo, Forlì, Savignanese e Sammaurese e ad altre quindici compagini marchigiane, abruzzesi e molisane: dunque girone a 20, per ora, e possibile ritocco degli abbonamenti come annunciato ieri dal presidente bianconero Corrado Augusto Patrignani. Anche se quelle due partite in casa gratis per gli abbonati potrebbero essere un benefit in più per la campagna acquisti, vedendola da un punto di vista promozionale. A breve la Società si pronuncierà.
I calendari usciranno entro la metà della prossima settimana.

E vinsero tutti felici e contenti, tranne forse i tifosi baresi.
La Lega D nel redigere i nove gironi ha spalmato le quattro big – Cesena, Avellino, Bari e Modena – in quattro gironi diversi, rispettando le richieste delle compagini in deroga a qualsiasi criterio geografico. Non è la prima volta e c’è da scommettere che non sarà l'ultima.
Per il neonato SSC Bari il destino sarà a Sud assieme alle squadre siciliane – i tifosi e la Società si auguravano proprio il girone F, ma intanto evitano Taranto e Cerignola –; L’Avellino ripartirà dal girone G in compagnia delle società laziali oltre alla pattuglia di cinque sarde e Il Modena rimarrà nella sua sede naturale, quel girone D dove trovano posto anche le ‘ravennati’ San Marino – che gioca a Castiglione sul campo del Del Duca Ribelle – e Classe, forse contente di evitare le onerose trasferte in sud Italia.

È la vittoria della politica e del blasone sportivo in un’estate anomala e forse irripetibile nel suo caos, taciuto in larghissima parte dai nastrini dorati conseguenti allo sbarco di CR7 a Torino.
I tre fallimenti in serie B – Cesena, Avellino e Bari – hanno originato un infinito domino di dispute legali ancora in corso mentre Figc, Lega B e Corte d’Appello federale sono state da più parti accusate di aver trasgredito alle norme di diritto sportivo. Non proprio un clima da Baci Perugina quello interno alla prima federazione sportiva del paese, peraltro ancora commissariata.
Una prima resa dei conti è in programma il 7 settembre avanti al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI presieduto dall'ex ministro Frattini: da quella pronuncia dipende anche il destino del Santarcangelo – e quindi del girone del Cesena – che ancora non ha smesso di sperare alla riammissione serie C nel caso in cui Ternana, Catania, Siena e chissà quali altre dovessero tornare in lizza per il completamento della serie B a 22 squadre.
Ipotesi molto remota ma non impossibile: la politica nel pallone... come sempre.