De Feudis apre il suo diario segreto: “Vi racconto il ‘vero’ Conte”

A tu per tu con il capitano bianconero: “Bisoli il mio maestro, con Ficcadenti e Ventura il feeling non è mai scattato. Non sarà facile andare in C. Io sono un buono, anche se... ”
08.10.2018 19:00 di Flavio Bertozzi  articolo letto 3641 volte
De Feudis apre il suo diario segreto: “Vi racconto il ‘vero’ Conte”

Cesena. Tanto Cesena. Ma non solo. L’inossidabile Giuseppe De Feudis, fresco reduce dal beffardo pareggio maturato con la Sangiustese, apre il suo diario segreto. Solo per noi.
E allora, signori e signore, addentriamoci pure tutti nel magico mondo del Conte di Bollate. Perdiamoci tutti in questo splendido universo in salsa bianconera fatto (anche) di indimenticabili promozioni, di vergognosi siluramenti, di terribili scherzi da caserma, di romantici sogni chiusi nel cassetto, di rilassanti serate ‘targate’ Netflix.

De Feudis, ci dica il suo personale podio delle emozioni vissute a Cesena.
“La gioia più bella l'ho vissuta quel famoso pomeriggio di maggio 2010 a Piacenza, quando siamo andati in A. Anche se, quella domenica, io ero seduto in tribuna perché squalificato. Al secondo posto metto la notte di Latina 2014. Completa il podio la promozione del 2009, arpionata a Verona”.

La delusione più grande maturata in bianconero? 
“Il 31 agosto 2010, proprio l'ultimo giorno di mercato, il Cesena mi diede il benservito, cedendomi al Torino. E negandomi quella serie A che mi ero appena meritato sul campo. Non ho problemi a dirlo: quel terribile pomeriggio, a Villa Silvia, almeno un paio di lacrime mi sono venute giù... ”.

Di ben altra natura furono invece le lacrime datate 9 agosto 2015.
“Quella volta il mio Lecce, in Coppa Italia, prese quattro pappine al Manuzzi. Il sottoscritto però, a fine gara, fu travolto da un gigantesco abbraccio bianconero. Un abbraccio stupendo, caloroso, passionale. Un abbraccio che non scorderò mai più. Anzi, a pensare a quella notte mi vengono ancora i brividi. Brividi veri”.

L’allenatore più amato e più odiato di sempre dal Conte?
“Con Bisoli ho vinto tre campionati: è stato lui il mio maestro. Castori inizialmente non mi faceva giocare, poi invece pure con lui mi sono trovato benissimo. Pavanel, ad Arezzo, mi ha dato tanto. Il mister che ho odiato di più? Io non odio nessuno, ci mancherebbe. Di certo, con Ficcadenti a Cesena e con Ventura a Torino, il feeling non è mai scattato”.

Ma scusi, lei è sempre così buono? Cosi puro? Ma De Feudis non sbrocca mai?
“Fondamentalmente il Conte è un buono. Però sono un lottatore. Se l’arbitro non mi vede, qualche colpetto proibito, ogni tanto lo rifilo anche io ai miei avversari. Ho poi un altro difetto: spesso, in campo, mi lascio scappare qualche bestemmia. Su questo fronte devo e posso migliorare... ”.

Lei, in tutti questi anni di Cesena, anche a causa della sua bontà ha dovuto subire diversi scherzi dai suoi compagni di squadra. Quello da ricordare?
“Una volta al Rognoni, subito dopo una doccia post-allenamento, mi accorsi che mancavano i miei vestiti. Per ritrovarli girai nudo tutti gli spogliatoi. Inutilmente. Per avere la soluzione del mistero bastava solo uscire di fuori. Visto che i miei abiti erano stati sistemati ‘sapientemente’ in campo da Max Volta e soci. Appesi alle sagome in plastica che si usano abitualmente per provare i calci di punizione”.

Parliamo del presente. Che ci dice di questo 2-2 appena raccolto con la Sangiustese?
“Il rammarico è tanto, e non solo perché loro hanno segnato il secondo gol quasi sui titoli di coda. Che dire? Che in futuro dovremo stare più attenti, non solo in fase difensiva. Che in futuro dovremo cercare di gestire meglio i minuti finali: anche a Matelica, dieci giorni fa, abbiamo gettato via un altro punto in extremis... ”.

Fisicamente come sta? I tifosi bianconeri devono preoccuparsi?
“Sto benone, grazie. No, i tifosi possono stare tranquilli. Con la Sangiustese sono dovuto uscire qualche minuto prima soltanto perché ho avuto un po’ di crampi. Non mi capita spesso di averli, ma ieri sono andato incontro a una partita davvero dispendiosa”.

A breve, il suo amato Cesena, dovrebbe riabbracciare il ‘vecchio’ Agliardi. Contento?
“Su questo possibile ritorno in bianconero dovrà decidere la società, vediamo quello che succede nelle prossime ore. Io adesso posso solo dire che uno come Federico ha bisogno di poche presentazioni. Agliardi è un portiere esperto, un uomo spogliatoio, un grande professionista. Non scordiamoci poi che, come il sottoscritto, è pure un reduce di Latina 2014... ”.

Lo facciamo un bel fioretto promozione in vista di una sua possibile quinta promozione col Cesena?
“No, meglio di no. Queste cose non mi piacciono. In giro, sul web, vedo troppa gente che parla di campionato già vinto. Ma che campionato già vinto? Qui, se vogliamo andare in serie C, dovremo sudare le fatidiche sette camicie. Lungo il nostro cammino ci aspettano mille incognite. Incognite di ogni tipo”.

Voltiamo pagina. E ci dica in rapida successione la sua squadra del cuore, il suo cantante preferito e il suo hobby prediletto.
“Ho da sempre una simpatia per il Milan. Se devo scegliere un cantante dico Vasco Rossi. Sugli hobby che dire? Il mio tempo libero lo passo prevalentemente con i miei due figli. La sera poi mi metto nelle mani di... Netflix. Il giovedì dopo cena, però, mi piace vedere il Big Show di Pucci su Italia 1”.

Dove si vede De Feudis fra due anni? E fra cinque anni? 
"Fra due anni mi vedo ancora in campo, possibilmente con addosso la mia adorata maglia del Cesena. A caccia di nuove gioie. A caccia di nuove…promozioni. Fra cinque anni, invece, mi vedo ovviamente lontano dal rettangolo di gioco. Ma sempre dentro al mondo del calcio. Il calcio è la mia vita”.