I conti del Cesena spiegati da Giorgio Lugaresi [parte 1]

Nome importante, la copertina di un noto romanzo d’avventura come foto e tanti riferimenti all’AC Cesena: alla scoperta di questa pagina di Facebook che dice di essere del presidente
 di Gian Piero Travini  articolo letto 3444 volte
Il presidente sale in cattedra
© foto di Marco Rossi/TuttoCesena.it
Il presidente sale in cattedra

Giorgio Lugaresi è il nome di una pagina Facebook che dice di essere Giorgio Lugaresi.

Giovedì scorso, a seguito delle critiche innescate dalle prime battute di mercato e da alcune polemiche su Facebook, alimentate dall’intervento di ieri pomeriggio di Girolamo Pompetti - presunto profilo personale del presidente bianconero che ha pure espresso giudizi sull’operato stampa: “[...] a volte noi diamo per scontato che i giornali vi diano sufficienti informazioni, ma evidentemente non è così. Vedrò di rimediare sul nostro sito [...]”, cadendo effettivamente in un ‘vizietto’ tipico del Lugaresi 2015 -, su questa pagina è apparso un lungo e articolato post che dettaglia in maniera articolata e molto lucida le strategie di operazione nel settore giovanile dell’AC Cesena, con dovizia di particolari per quello che riguarda poi il management aziendale, gli orientamenti societari e una manciata di conti ripresi dal post di ieri di Girolamo Pompetti.

Se mercoledì scorso questa testata ha scelto di non dare per scontato che Girolamo Pompetti fosse Giorgio Lugaresi in persona - nonostante una serie di prove sufficienti e di conferme interne alla società -, oggi ci sono più possibilità che il numero uno bianconero sia l’autore del post - tra una pausa e l’altra delle sue vacanze in Kenya -, o quantomeno l’ideatore: dunque vale la pena di riflettere, punto per punto, su quanto affermato integralmente questa mattina, e magari soddisfare anche l’esigenza di un giornalismo più puntuale e attento di Girolamo Pompetti.

“È così avvilente leggere sempre le stesse ‘sentenze negative’... Pare che chi ci giudica e chi ci critica con il computer in mano non si sia ancora reso conto che molte, moltissime Società di Calcio negli ultimi vent'anni siano fallite, evaporate. Eppure alcune di loro erano guidate da mecenati ricchi, anzi ricchissimi e proprietari di Aziende importanti, ma sono sparite e i loro proprietari con loro. Alcune sono ripartite, certo, ma quante? Molte sono rimaste nel dilettantismo o poco più”.
Nei 5 anni analizzati dall’ultimo Report Figc - fino alla stagione 2014-15 - sono scomparse 25 società professionistiche (-5,3%) e 1398 dilettantistiche (-3,2%). Rispetto al decennio 1996-2006, nel decennio 2006-2016 non sono state ammesse ai campionati professionistici 38 squadre in più (+84%). Parma, Rimini, Bellaria, Pesaro, Como, Pavia, Bari... solo per parlare di quelle più ‘vicine’ ai bianconeri, per geografia e recenti incontri. E ancora Ancona, Piacenza, Venezia, Forlì, Ravenna, Spal...  Sul territorio di realtà professionistiche hanno resistito praticamente solo Cesena, Bologna e Modena, e questo è un dato di fatto. La gestione Lugaresi ha garantito la sopravvivenza della squadra bianconera in campionati di B e uno di A, ad oggi. Bisogna però capire la qualità di questa sopravvivenza: questa ce la potrà dire - e solo in parte - il bilancio di AC Cesena spa al 30 giugno 2016.

“Programmazione, una parola usata dai soloni della tastiera, dai super esperti, per sottolineare che nel Cesena Calcio non esiste, come se questi 50 mesi appena trascorsi nel professionismo fossero stati ottenuti dalla ‘divina provvidenza’. Il 22 dicembre 2016, abbiamo approvato l'ultimo bilancio in sostanziale pareggio che è stato certificato da una Società di Revisione esterna, senza la quale come negli ultimi 50 mesi, non saremmo stati iscrivibili a campionati professionistici”.
In questi 50 mesi sono stati redatti tre diversi piani industriali per il Cesena. Il primo, quello di Orienta Partners, società di consulenza forlivese che ricevette incarico sia da Igor Campedelli - presidente uscente - che da Giorgio Lugaresi - presidente entrante - prevedeva una procedura che avrebbe accompagnato la società verso il concordato preventivo - 182-bis e 182-ter -, con una liquidazione dei debiti verso l’Erario e le banche, privilegiandole rispetto agli altri creditori, ivi compresi soci che avevano apportato capitali freschi per dare ossigeno alle casse bianconere. L’indebitamento netto che era stato presentato a tali soci era di 27 mln di euro: sia Giorgio Lugaresi che Rino Foschi - peraltro la scorsa settimana sul Resto del Carlino - sono intervenuti a più battute parlando prima di raddoppio dei debiti - Lugaresi l’8 novembre scorso sul Corriere Romagna - e poi di triplicazione dei debiti presentati. Nessuno dei due ha però portato prove a sostegno delle loro tesi, né si è mai pensato di intervenire legalmente contro chi aveva presentato quei conti, ovvero la società di consulenza stessa. Il primo piano è stato quindi accantonato: uno dei punti fermi contava su un minimo di 2-3 mln di ricavi reali dal mercato. Si è proceduti con un nuovo piano industriale 2014-2018 evolvendolo anno per anno, partendo da una valutazione del marchio aziendale e poi concentrandosi sulle opportunità, raccogliendo un’effettiva riduzione degli oneri finanziari e un miglioramento dei ricavi ottenuti dalle Leghe. Si sono superati momenti di tensione nell’autunno 2014 e anche lo scoglio dello scorso dicembre è stato doppiato, forse con qualche sacrificio in fase di mercato di troppo... ma quello verrà valutato a fine sessione. Esattamente come verranno valutati i bilanci non appena saranno resi pubblici.

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