4 milioni subito, poi la ristrutturazione

Si cercano fondi a breve giro mentre si lavora ad un accordo con creditori ed Erario: si parla di art. 182 bis-ter, ovvero la soluzione proposta cinque anni fa da Orienta Partners
24.04.2018 08:30 di Gian Piero Travini   Vedi letture
Il presidente Giorgio Lugaresi
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Il presidente Giorgio Lugaresi

33,367 mln di euro è il debito che AC Cesena spa ha accumulato nei confronti dell’Erario al 30/06/2017: questa è la cifra che la società di corso Sozzi sta discutendo con l’Agenzia delle Entrate di Bologna portandola a 20 mln rimborsabili in vent’anni.
Questa intenzione è stata comunicata ufficialmente dal presidente Giorgio Lugaresi al sindaco Paolo Lucchi in una lettera del 16 gennaio scorso, indirizzandola anche ad alcuni imprenditori: Nerio Alessandri; Flavio e Francesca Amadori; Edo e Lorenzo Lelli; Bruno Piraccini; Renzo Ricci, contattato già lo scorso autunno per coinvolgerlo in Società; Gianluca Salcini, già vicepresidente ai tempi di Campedelli; Pierluigi Tortora, main sponsor bianconero con PLT Energia; Massimo Zanetti di Segafredo, ex presidente del Bologna e proprietario della Virtus Bologna, nella rosa sponsor della Juventus.

“Di cosa abbiamo bisogno - chiede nella lettera Lugaresi -? Di una linea di credito non inferiore a € 4.000.000 che verrà usata in entrata e in uscita per permetterci di respirare e di sopravvivere in questa stagione. […] Questa linea di credito sarà anche garantita dagli attuali soci del Cesena Calcio, ma per poterla ottenere servirà anche l’intervento di qualche altro imprenditore”. Il presidente ha proposto al sindaco di convocare un nuovo tavolo di confronto con l’imprenditoria locale per trovare nuovi finanziatori, esattamente come successe nel febbraio 2013. Il 1 febbraio è stato ricevuto dal Sindaco a Palazzo Albornoz. Non è stato dato ancora seguito all’incontro.
Sono necessari 4 mln subito per rimpinguare le casse bianconere per ripartire: questa è la vera necessità del Cesena, da risolversi il prima possibile. Finora la ‘raccolta fondi’ ha trovato la (solita) solidarietà di Orogel, che ha sottoscritto una nuova sponsorizzazione da 500mila euro in 7 anni: potrebbe tornare utile per un’eventuale operazione di factoring.

Altro passaggio fondamentale saranno gli accordi con l’Erario e con tutti gli altri creditori dei bianconeri, che passa per un piano industriale redatto dagli esperti dello studio di consulenza romano Iniziativa Cube, in collaborazione con gli advisor bianconeri Franco Santarelli e Christian Dionigi.
Si tratta del ricorso alla legge fallimentare ex art. 182 bis-ter, ovvero la ristrutturazione del debito: sarà poi il Tribunale a pronunciarsi sulla fattibilità del progetto, definendone binari e tempistiche.
Non è il concordato preventivo. Non è il “fallimento pilotato”.
Questo piano andrà presentato entro aprile e in questi giorni si stanno discutendo le posizioni degli istituti creditizi per armonizzare gli eventuali accordi.

È lo stesso percorso che aveva proposto nel 2013 lo studio forlivese di consulenza Orienta Partners - ingaggiato proprio da Lugaresi e dall’allora presidente Campedelli -, poi scartato da Cesena & Co. per andare avanti con un proprio piano industriale dopo aver estromesso l’ex numero uno bianconero.
Nel 2013 non si imboccò dunque questa via: più volte in Società si è detto di come il piano di Orienta Partners non fosse sostenibile e non avesse trovato l’avallo di alcuni istituti di credito ritenuti fondamentali.
Tuttavia ora si torna alle origini. O, almeno, si spera di tornare alle origini.

La retrocessione potrebbe rimettere tutto in discussione, ma non necessariamente la sopravvivenza societaria. Il paracadute dalla serie B alla serie C va da 900mila a 600mila, inutili per far fronte alla perdita dei diritti televisivi: il costo di una retrocessione oscilla tra i 5 e i 7 mln di euro a seconda della gestione, per non parlare delle reazioni degli sponsor.
Il piano di ristrutturazione ha previsto anche questa alternativa, ma passerebbe da condizioni molto più complicate da perfezionare: pensare che la retrocessione sia una ‘strategia’ è un errore. Pensare che il fallimento sia una ‘strategia’ è un altro errore.
Non ci sono strategie alternative al piano di ristrutturazione.