La fine di Lugaresi, Covisoc e altre illusioni

Passo indietro del cda a partire dal Presidente, piano B e poche illusioni: questa è la ricetta. Intanto si pensi al Tribunale e a Covisoc
20.06.2018 09:00 di Gian Piero Travini  articolo letto 7906 volte
La fine di Lugaresi, Covisoc e altre illusioni

Non è un momento semplice.
E non aiuta far circolare la lettera scritta ieri pomeriggio dal Presidente Giorgio Lugaresi su Facebook, nei forum, su WhatsApp. Per chi la vede come una paraculata, farla girare serve solo a darle uno scopo; per chi la vede come un grido di aiuto, disperato dell’uomo Lugaresi non è così che gli dimostra solidarietà dopo il NO dell’Agenzia delle Entrate.
E, in fin dei conti, sono le stesse cose che ha sempre detto da quando è in carica.
Giorgio Lugaresi ha concluso il suo cammino in bianconero. Sulle tribune dello stadio di cui ha venduto il nome, prima di crollare esausto, circondato dai suoi cari. Perché non contano un cazzo né la meta, né il percorso: conta solo chi cammina con te.
Arrivati a questo punto, qualsiasi cda con un minimo di senso di responsabilità sarebbe già al lavoro per nominare un amministratore delegato al posto di Lugaresi, che da tempo poteva non essere più Presidente rimanendo comunque responsabile legale. Ma vorrebbe dire superare un dilettantismo per cui, oramai, l’unica cura a questo disastro imprenditoriale - dai 54 ai 56 mln di indebitamento consolidato netto - e sportivo - una rosa ereditata da 25 mln minimo e portata a neanche una decina - sembrerebbero i Tribunali. Sportivi e non.
Inutile parlare di responsabilità del cda e di Giorgio Lugaresi: a fine maggio è arrivato in sede il preavviso di deferimento per le compravendite con il Chievo di cui a suo tempo parlò La Voce di Romagna e in tempi più recenti Pippo Russo di Calciomercato.com e Striscia La Notizia, sollevando le ire del Commissario Figc e numero uno del Coni Malagò e difficilmente la marea si fermerà. E le rilevazioni dello scorso gennaio di Covisoc non lasciano ben sperare: difatti in ottemperanza all’articolo 2409 C.C. la Società bianconera è stata denunciata da Covisoc al Tribunale di Bologna già ai primi giorni di giugno, come rilevato questa mattina anche dal Corriere Romagna. Di questi due atti non si è parlato perché avrebbero complicato notevolmente il cammino della 182 bis-ter.

Sopravvivere a questo NO è una sfida improponibile.
E non è facendosi illusioni che se ne verrà fuori.
Non sarà Orogel ad acquistare il Cesena calcio. Né in serie B, né in altre serie. Non ci sono stati incontri in tal senso nelle ultime due settimane, nonostante Piraccini sia sempre stato tra i più vicini ai bianconeri.
Orogel è una spa consortile e una cooperativa, con uno statuto ben definito: nello statuto non sono previste gestioni societarie sportive. Non è possibile che acquisti il Cesena. Pubblisole, società del gruppo che gestisce anche TeleRomagna, potrebbe essere la realtà con le figure professionali giuste, ma si dovrebbe dotare in tempi brevissimi di una struttura in grado di fare sport, e non è possibile pensarlo dal giorno alla notte.
Quanto a Technogym, Nerio Alessandri poteva diventare presidente nel 2011, proprio con l’aiuto di Orogel, ma la prudenza e le parole dell’amico Della Valle con cui si confrontò in ultima battuta lo indussero a desistere da un’operazione da circa 5 mln di euro
. Non a caso, in quegli anni, le due società finanziarono un grosso prestito ponte per Campedelli in cambio della cessione temporanea delle quote bianconere.

Il direttore finanziario di AC Cesena spa Christian Dionigi punta su un nuovo possibile accordo con l’Agenzia delle Entrate, ma garantire i primi 5 mln di pagamenti in 5 anni è una chimera e vorrebbe dire chiedere di nuovo ai soci finanziatori bianconeri e agli sponsor come Orogel. E a Cesena Captive srl di Luca Mancini, passato in poche settimane da paria del cda bianconero a salvatore della patria.
E di nuovo difficilmente le illusioni potranno salvare il Cesena.
E mentre si percorre (?) una strada aleatoria, qualcuno inizi a pensare ad un piano B. Vero. E non a una fusione con il Romagna Centro. Perché qualora il Tribunale partisse con l’istanza di fallimento - e serviranno 15-20 giorni - la prospettiva di rimanere fermi un anno è quella da evitare a tutti i costi e una serie D è ancora possibile.
Per questo vanno sciolti tutti i nodi di possibili discordia tra possibili nuovi investitori, Comune e membri del cda apportatori di capitali: il primo fra questi è il ruolo operativo di Giorgio Lugaresi e del management fino ad ora espresso: rimangano Società, legalmente responsabili, ma senza più voce in capitolo. Non è un caso che proprio Covisoc abbia espresso dubbi sulla capacità di solvibilità del Cesena Calcio.