Fine dei giochi

La PEC col terzo NO dell’Agenzia delle Entrate arriverà domani. Decisiva la conferma dei vertici bianconeri, non graditi né al Fisco, né alla Figc
26.06.2018 20:18 di Gian Piero Travini  articolo letto 9564 volte
© foto di DiLeonforte/TuttoCesena.it
Fine dei giochi

Domani arriverà la PEC con la terza risposta negativa da parte dell’Agenzia delle Entrate sulla proposta di ristrutturazione del debito di AC Cesena spa ex art. 182 bis-ter della legge fallimentare.
Di fatto, dopo i colloqui di ieri con il direttore finanziario Christian Dionigi, si chiude qui la seconda disastrosa esperienza dell’amministrazione Lugaresi, ad un pronunciamento del Tribunale Collegiale di Forlì dal fallimento, come chiesto dai PM dott. Santangelo e dott. ssa Rago secondo quanto riportato dal Resto del Carlino e da CesenaToday. Con gli stipendi non pagati, per la prima volta nella storia bianconera: oggi il termine è scaduto.
Il capolavoro di inadeguatezza, dilettantismo, arroganza e mediocrità si è compiuto: il Cesena - per come lo conosciamo dal 1940 - sparirà dal calcio professionistico.

Intanto chi verrà coinvolto dal fallimento corre ai ripari: dopo la giustizia civile e quella sportiva si paventa un intervento della giustizia penale. E dalla seconda risposta dell’Agenzia delle Entrate è evidente come prima o poi scoppierà il bubbone Eurocostruzioni 2001 srl, la società immobiliare facente capo a diversi soci di Cesena & Co. I funzionari del Fisco hanno evidenziato come nonostante una già rilevante tensione finanziaria, i vertici di AC Cesena spa abbiano dato luogo ad un investimento complessivo di più di 3 mln di euro per acquistare la partecipazione nella società - di cui detiene l’86,20% -, giustificando l’esborso con non meglio precisate “valutazioni strategiche connesse allo sviluppo futuro di terreni”. L’operazione - dopo essere stata analizzata nel merito - è stata espressamente ritenuta “di dubbia opportunità e utilità”.

Per quanto riguarda l’esposto-denuncia della Figc al Tribunale di Bologna, le motivazioni risiederebbero nei termini di iscrizione del Cesena alla stagione 2017-18: sarebbero stati messi a bilancio nella semestrale al 31 dicembre 2016 i proventi dell’eventuale rottamazione, scelta poi non affrontata dai bianconeri per mancanza di liquidità immediata: di fatto il Cesena non avrebbe potuto iscriversi al campionato. Una nuova udienza è stata calendarizzata per venerdì.

L’impressione è che l’Agenzia delle Entrate abbia recepito alcune indicazioni da Covisoc in merito allo stato di salute del Cesena - clinicamente morto da marzo 2017 - e sia giunta alla conclusione dell’inattendibilità dell’attuale amministrazione bianconera, che non si è mai messa in discussione nel corso di questi anni di gestione.
Più volte si è fatto notare come fosse imprescindibile un cambio di gestione prima ancora di andare a trattare con i creditori nel percorso ex Art. 182 bis-ter della legge fallimentare. Ma forse sarebbe stato comunque tardi.
Di fatto il NO dell’Agenzia appare comunque inevitabile rispetto ai pareri di Figc e Lega Serie B: il Cesena non è squadra gradita. In tutto questo, uno dei consiglieri della Lega stessa è nella dirigenza del Cesena: questo per dare un’idea della pochezza dei vertici bianconeri, unici veri colpevoli di 78 anni di storia aziendale spazzati via.