A TE DEG ME - Da Rimini: “Cesenati maestri nel cantarsela e suonarsela”

Intervento del capo del Collettivo Rimini Emanuele Pironi in risposta alla rubrica “La Lanterna #1 | Non è un derby però… tuo figlio tifa Cesena” di Bruno Rosati
07.08.2019 20:35 di Redazione TUTTOCesena   Vedi letture
A TE DEG ME -  Da Rimini: “Cesenati maestri nel cantarsela e suonarsela”

Il nostro Bruno Rosati ha lasciato il segno con la sua graffiante rubrica “La Lanterna #1 | Non è un derby però… tuo figlio tifa Cesena”. Tanto che il tifoso riminese Emanuele Pironi, referente del Collettivo Biancorosso, si è sentito in dovere di rispondergli. Pubblichiamo integralmente il suo intervento.

Emanuele: “Noi siamo bravissimi a darci la zappa sui piedi da soli.
Loro sono maestri nel cantarsela e suonarsela ad esclusivo uso e consumo proprio.
Quando arrrivo' lo sciagurato rigore di Rinaldi,ai tempi,sugli spalti c'erano almeno il doppio degli spettatori accorsi domenica scorsa a vedere il derby.
Il signore che ha scritto lo sa benissimo,così come sa benissimo che il derby è molto sentito ma ha bisogno di mettere su un paravento dietro cui nascondere il dato numerico che lo ha deluso.
Lui non è deluso dai 3663 paganti per il derby perché sa che a Rimini il 4 agosto alle 18 e 30 non è strano dover disertare lo stadio perché,semplicemente,si è altrove in ferie o si sta lavorando a spiaggia o in qualche albergo,ristorante ecc.
Lui è deluso dal fatto che il settore ospiti contava 1300 posti a disposizione e ne sono andati invenduti circa 140 mentre ne erano stati richiesti non meno di 2000.
Ma è interessante notare come il fastidio trasudi palesemente quando tenta di mettere la bandiera bianconera su Rimini nel nome del "Cesena nazionale di Romagna" cui sono tanto affezionati... quel sogno li ce l'hanno nel cassetto da sempre ma non ci sono mai riusciti,neanche quando con decine e decine di milioni di debiti facevano a serie A evitando,tra mille sotterfugi,il dovuto fallimento.
Non ci sono riusciti allora,non ci riescono e non ci riusciranno adesso con la squadra in C e la serie A che dilaga,via etere,ovunque.
Ha ragione su un punto,a Rimini la presenza allo stadio e il vero e proprio seguito non viene,per molti,prima di ogni altra passione per il tempo libero ma 
"Diceva che era un romagnolo vero..." la cantano anche le tavolate che si riuniscono per motivazioni extra calcio.
Se esistono,ed esistono,riminesi tifosi del Cesena resterà sempre forte l'identità riminese connessa alla propria realtà calcistica che,pur tra mille peripezie e attraverso categorie varie,si contrapporrà sempre al concetto di "nazionale di Romagna" che non abbiamo mai fatto e mai faremo nostro.
Un tizio,discutibile ma ben preparato sull'argomento,ai tempi definì Rimini "Scarto della Romagna,avanzo delle Marche" per rendere bene l'idea di come Rimini fosse una realtà a se stante,ubicata in Romagna ma fieramente se stessa.
Non ci avrete mai,passeremo ancora tra mille peripezie,categorie e dirigenze varie ma ci troverete sempre qui.
Prigionieri dei nostri limiti ma fieramente noi stessi...
Su la testa riminesi
Forza Rimini”.