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© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
Alla presentazione di
iPlayerPerformanceFootball, l'applicazione per talent-scout creata da Gianni Rovereti, osservatore per il Cesena fino
alla scorsa stagione, era presente anche l'ex
diesse Lorenzo Minotti, uno dei
primi a credere nel lavoro e nei
metodi di Rovereti. Non si poteva
di certo non parlare del Cesena,
con Minotti che ha rivelato al Corriere Romagna
qualche retroscena interessante
della sua avventura in bianconero:
«Noi abbiamo lasciato al Cesena
tutto il database con gli oltre mille
giocatori visionati - dice - e questi
numeri testimoniano quanto una
società possa arricchirsi con
questo modo di archiviazione dati.
Io ho subito creduto nei metodi di
Gianni perché anche nel calcio c'è
bisogno di andare avanti e stare al
passo con i tempi, ma al Cesena
non è stato facile. Per dare frutti, il nostro metodo di scouting ha
bisogno di un progetto a lungo
termine, e quindi di una società
che abbia alle spalle una struttura
solida e ben strutturata. Il Cesena
è ancora qualcosa in divenire e
deve lavorare alla giornata perché
non conosce mai la categoria in
cui giocherà nell'anno successivo.
In più gli osservatori spesso
hanno bisogno di viaggiare, anche
per lunghi periodi e anche per
mete lontane: penso all'Udinese
che ha tanti osservatori e
addirittura in società una persona
incaricata solo di organizzare i
loro viaggi. Noi a Cesena non
avevamo a disposizione neanche
un ufficio, e questa non deve
suonare come un'accusa: è
esattamente come stavano le
cose».
Laconica ma pregna di significato
la dichiarazione Giampiero
Ceccarelli, anch'egli ex osservatore, nonchè recordman di presenze
nel Cesena: «Noi abbiamo
lavorato tanto e bene».