Ma quando arriva questo benedetto rinnovo del Conte?

La rinascita bianconera ‘targata’ Viali può essere riassunta in tre operazioni… anti-Modesto. Caturano può andare in doppia cifra. E ora chi sfanculerà il buon Ricci?
17.02.2020 09:30 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
© foto di Francesco Di Leonforte/TuttoCesena.it
Ma quando arriva questo benedetto rinnovo del Conte?

BELLI AL BAR
 • Quelli che… si godono bomber Caturano (che, da qui a fine stagione, può andare in doppia cifra). Quelli che si godono la meritata rinascita dell’applauditissimo Ricci (che, dopo aver sfanculato Modesto, da qui a fine stagione potrebbe anche tirare le orecchie a un noto dirigente bianconero che lo scorso dicembre non credeva più in lui…). Quelli che, l’ultima volta che il Cesena aveva segnato quattro gol in trasferta fra i prof, non erano nemmeno nati. Quelli che adesso si fanno belli al bar affermando ‘L’avevo detto io che Zerbin doveva giocare dall’inizio…’


NO A… SABATO
 • Quelli che… si godono questo Viali che, zitto zitto, in tre settimane scarse ha rimesso in sesto un Cavalluccio Modesto. Un Cavalluccio che aveva perso lucidità, concentrazione e credibilità. La riscossa (al momento solo) parziale del Cesena? Può essere riassunta in tre operazioni: l’utilizzo della difesa a quattro (con la retroguardia a tre, prima, si ballava troppo…), l’eliminazione del turn-over (con Modesto si cambiava formazione ogni domenica), il declassamento di un paio di pretoriani dell’Uomo di Crotone (leggasi  Maddaloni e Sabato)


SCONTATISSIMO
 • Quelli che… attendono con impazienza il rinnovo di contratto di quel simpatico vecchietto che risponde al nome di Giuseppe De Feudis. Perché è inutile reclutare a destra e a manca tante leggende bianconere per le sfide casalinghe del Cesena se poi, la vera Leggenda, ce l’hai già in casa. A prezzo scontato. Scontatissimo. Anzi, praticamente gratis. Trecento presenze (più 5 promozioni) in bianconero bastano? O serve qualcosina in più? In casi simili cosa dice il tanto decantato ‘stile Cesena’?


BRIVIDI VERI
 • Quelli che… domenica ad Imola hanno preso due piccioni con una fava. Da un lato si sono cuccati una vittoria che in casa bianconera mancava da due mesi. Dall’altro hanno potuto respirare a pieni polmoni l’aria (e la storia) del circuito Enzo e Dino Ferrari. Il tragico Tamburello, la mitica curva della Tosa, l’immensa Rivazza: solo chi ha vissuto Imola con gli occhi di un ferrarista, o di un semplice appassionato di motori, può capire queste parole. Queste emozioni che ti rapiscono l’anima. Brividi. Brividi veri. Oggi come ieri. Oggi più di ieri