Quando gli operai della pedata stracciano i campioni

Negli ultimi 30 anni, a Cesena, si sono esibiti diversi big dai piedi buoni. Il cuore della Romagna bianconera ha però (quasi) sempre battuto per gente come De Feudis, Lauro, Pestrin…
21.03.2020 10:00 di Flavio Bertozzi   Vedi letture
Quando gli operai della pedata stracciano i campioni

CESENA – Negli ultimi 30 anni, in riva al Savio, si sono esibiti tanti (più o meno bravi, più o meno fighetti, più o meno lunatici, più o meno ubriaconi) campioni dai piedi buoni. Pensate solo, tanto per fare qualche nome, a Salvetti. A Jimenez. A Mutu. A Sensi. A parte qualche rara prelibata eccezione, però, la storia del Cavalluccio insegna che i giocatori più amati dai tifosi sono stati altri: gli operai della pedata.

POKERISSIMO - Il prototipo di operaio ‘medio’ della pedata, il Cavalluccio, c’è l’ha ancora in casa. Lo conoscete tutti, vero? Gioca a centrocampo, ha debuttato a Cesena nel lontano 2003, ha una vocina da… uccellino e si chiama Giuseppe De Feudis. Piedi da 6 (forse anche da 6-) ma cuore, sana cattiveria ed attaccamento alla maglia da 10 e lode: il Conte di Bollate, piano piano, a più riprese, ha conquistato tutti in riva al Savio. Pure gli scettici. E non soltanto perché, con addosso quella casacca, è riuscito ad arpionare la bellezza di cinque promozioni da urlo (due in A, altrettante in B, una in C: nessuno come lui!). Per questo, ma non solo per questo, il buon Beppuccio (che in carriera è già stato tradito vergognosamente dal Cesena in due occasioni, nel 2010 e nel 2015), nonostante una carta d’identità non proprio – ehm ehm – freschissima, nonostante questo clima di incertezza, meriterebbe subito il rinnovo in vista della prossima stagione.

LUMEZZANE - Uno dei grandi idoli del Manuzzi dell’ultimo trentennio è stato anche il granitico Maurizio Lauro. Il Muro di Ischia sbarcò a Cesena sottovoce nell’estate del 2006. Due anni dopo, ovvero dopo quella terribile retrocessione in C1, la sua avventura nella terra della piadina pareva giunta al capolinea. Bisoli, però, lo resuscitò. All’improvviso. Facendogli vincere due campionati consecutivi. Lauro, dopo due campionati di A, salutò poi la Romagna nell’estate del 2012. Controvoglia. Fra le lacrime dei suoi sostenitori. E del sottoscritto. Lacrime (vere) che, esattamente il 1° gennaio del 2007, aveva già versato un gladiatore castorizzato costretto (quella volta) da Giorgio Lugaresi a fare le valigie. Stiamo ovviamente parlando del mitico Manolo Pestrin, uno dei grandissimi eroi di Lumezzane 2004. Uno dei giocatori più amati di sempre dalla Mare. E non solo dalla Mare.

STRAORDINARIO - È poi bello pensare ad altri idoli operai in salsa bianconera che si sono esibiti a Cesena dal 1990 sino ad oggi. Ce ne sarebbero tantissimi da citare. Ne voglio ricordare altri quattro, scusandomi subito per eventuali dimenticanze: il vulcanico Paolo Tramezzani (anche se in Romagna ha giocato soltanto una ventina di partite…), il compianto Paolo Ponzo (re dei movimenti sgraziati, ma straordinario campione di umiltà e generosità), l’inesauribile centrocampista col vizietto del gol Simone Confalone (anche se poi quel suo clamoroso passaggio al Bologna fece storcere il naso a molti tifosi…) e, ovviamente, Sua Maestà Adriano Piraccini. Sì, se riavvolgo il nastro della memoria, se penso al mix perfetto fra grinta, dinamismo, tigna, polmoni d’acciaio, tenacia, passione, amore per il Cavalluccio e romagnolità, il nome (forse) è uno solo: Adriano Piraccini da Ronta. Solo Piraccia. Esiste solo Piraccia. Solo Piraccia…

Ps: E voi? Che dite? Chi è stato il vostro operaio bianconero preferito degli ultimi 30 anni? Scrivetecelo. Se ne avete voglia, ovviamente.